giovedì 20 giugno 2019

io sono un berlinese


[... ] La libertà è indivisibile e quando un solo uomo uomo è reso schiavo, nessuno è libero. Quando tutti saranno liberi, allora immaginiamo, possiamo vedere quel giorno quando questa città come una sola e questo paese, come il grande continente europeo, sarà in un mondo in pace e pieno di speranza. Quando quel giorno finalmente arriverà, e arriverà, la gente di Berlino Ovest sarà orgogliosa del fatto di essere stata al fronte per quasi due decadi.
Ogni uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. 
E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire “Ich bin ein Berliner”.
John Fitzgerald Kennedy
Berlino, 26 giugno 1963


domenica 9 giugno 2019

sabato 25 maggio 2019

Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione, 2018-2019


Pubblichiamo il video realizzato con le attività degli studenti di 5 G e 5 I per partecipare al Concorso nazionale 
"Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione 2018-2019"

La nostra scuola è stata ammessa alla selezione finale, dopo aver superato la fase regionale del concorso

riprese e montaggio: Marika Vasta

colonna sonora con musiche originali di Matteo La Rosa


Il video UNA CITTA’ PER LA COSTITUZIONE, inserito nel progetto La Costituzione italiana nell’area ionico-etnea, vuole  presentare il percorso che ha condotto gli studenti di alcune classi quinte del Liceo “Leonardo” nella direzione di una conoscenza consapevole e partecipata della Costituzione della Repubblica italiana. Nel corso delle attività è stata rivolta particolare attenzione all’art. 9 e ad una sua applicazione concreta nel territorio di appartenenza, attraverso azioni condivise. Scopo del progetto è stato:
  •         fare acquisire le conoscenze necessarie per maturare una  cittadinanza consapevole in grado di condurre con azioni positive e responsabili verso la comunità 
  •         promuovere ed organizzare, insieme ad altri cittadini e cittadine, azioni rivolte alla costruzione di una società democratica, giusta e solidale, fondata sul dialogo, il rispetto e la partecipazione.


L’impegno è stato orientato nella tutela del patrimonio storico ed artistico (art.9 della C.I.), con particolare valorizzazione del Museo Etneo delle Migrazioni, sito nel settecentesco Convento degli Agostiniani scalzi, oggi sede di uffici comunali, custode della storia del flusso migratorio nell’area ionico-etnea dall’Ottocento ad oggi. Il percorso didattico ed educativo pianificato ha visto il coinvolgimento trasversale di diverse discipline ed ha comportato un laboratorio storico-letterario con ricerca e analisi di documenti istituzionali e privati, incontri con esperti e visite nel territorio. 

In accordo con il Comune di Giarre e il Fondo Ambiente Italiano,  gli studenti hanno infine illustrato ai visitatori l’esito della ricerca condotta e valorizzato il patrimonio storico-artistico del sito ospitante, restituendo così al territorio la sua storia con un dialogo intergenerazionale, per una più consapevole comprensione anche  delle più recenti dinamiche migratorie, sia in entrata che in uscita, dalla Sicilia orientale.

sabato 18 maggio 2019

la questione israelo-palestinese in breve



Questo breve video d'animazione riassume i motivi e le fasi dello scontro tra palestinesi ed ebrei dalla nascita di Israele nel 1948 ad oggi

giovedì 16 maggio 2019

venerdì 10 maggio 2019

scrivere ancora e sempre la parola pace




 L'uomo vive liberamente quando è pronto a morire, se necessario, per mano di suo fratello, ma mai ad ucciderlo. Qualsiasi assassinio o qualsiasi lesione, inflitta ad un altro, non importa per quale ragione, è un crimine contro l'umanità

Mi oppongo alla violenza perché, quando sembra produrre il bene, è un bene temporaneo; mentre il male che fa è permanente.
Mahatma Gandhi

La vita di Gandhi (1869-1948)  è stata sì costellata di lotte politiche, ma mai una goccia di sangue fu versata dal Mahatma. Simbolo di pace e di non violenzaGandhi portò avanti le sue battaglie basandosi sul principio morale ahimsa, che in sanscrito significa “non nuocere”, e sul principio etico-politico satyagraha (“forza della verità”). Per tutta la sua vita infatti promosse azioni di disobbedienza civile e di protesta non violenta come il boicottaggio, la non collaborazione, il digiuno, le marce, ecc., rifiutando qualsiasi azione che potesse fare fisicamente del male agli altri.
A causa delle sue azioni di protesta, trascorse un totale di ben 2.338 giorni di carcere, senza però aver mai commesso un solo atto di violenza.



«I have a dream» («Io ho un sogno») è il titolo del discorso tenuto dall'attivista e leader  leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani Martin Luther King Jr. (1929-1968) il 28 agosto 1963, davanti al Lincoln Memorial di Washington, al termine di una marcia di protesta per i diritti civili nota come la marcia su Washington per il lavoro e la libertà. In esso esprimeva la speranza che un giorno la popolazione di colore avrebbe goduto degli stessi diritti dei bianchi.
Questo discorso, durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy, è sicuramente uno dei più famosi del ventesimo secolo ed è diventato simbolo della lotta contro il razzismo negli Stati Uniti.


[...]Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste...
Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima...
Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli....
Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente [...]
E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza[...]


                                                                   Martin Luther King, “I have a dream”, 1963



per un'Europa di pace

[...] E quando, superando l'orizzonte del vecchio continente, si abbracci in una visione di insieme tutti i popoli che costituiscono l'umanità, bisogna pur riconoscere che la federazione europea è l'unica garanzia concepibile che i rapporti con i popoli asiatici e americani possano svolgersi su una base di pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l'unità politica dell'intero globo(...) Con la propaganda e con l'azione, cercando di stabilire in tutti i modi accordi e legami tra i movimenti simili che nei vari paesi si vanno certamente formando, occorre fin d'ora gettare le fondamenta di un movimento che sappia mobilitare tutte le forze per far sorgere il nuovo organismo, che sarà la creazione più grandiosa e più innovatrice sorta da secoli in Europa; per costituire un largo stato federale, il quale disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali, spazzi decisamente le autarchie economiche, spina dorsale dei regimi totalitari, abbia gli organi e i mezzi sufficienti per fare eseguire nei singoli stati federali le sue deliberazioni, dirette a mantenere un ordine comune, pur lasciando agli Stati stessi l'autonomia che consente una plastica articolazione e lo sviluppo della vita politica secondo le peculiari caratteristiche dei vari popoli. Se ci sarà nei principali paesi europei un numero sufficiente di uomini che comprenderanno ciò, la vittoria sarà in breve nelle loro mani, perché la situazione e gli animi saranno favorevoli alla loro opera e di fronte avranno partiti e tendenze già tutti squalificati dalla disastrosa esperienza dell'ultimo ventennio. Poiché sarà l'ora di opere nuove, sarà anche l'ora di uomini nuovi, del movimento per l'Europa libera e unita!

                                                                                                                 dal Manifesto di Ventotene , agosto 1941





                                                   video sui Trattati di Roma, 25 marzo 1957






[...] Per il prossimo decennio vogliamo un'Unione sicura, prospera, competitiva, sostenibile e socialmente responsabile, che abbia la volontà e la capacità di svolgere un ruolo chiave nel mondo e di plasmare la globalizzazione. Vogliamo un'Unione in cui i cittadini abbiano nuove opportunità di sviluppo culturale e sociale e di crescita economica. Vogliamo un'Unione che resti aperta a quei paesi europei che rispettano i nostri valori e si impegnano a promuoverli.
In questi tempi di cambiamenti, e consapevoli delle preoccupazioni dei nostri cittadini, sosteniamo il programma di Roma e ci impegniamo ad adoperarci per realizzare:
Un'Europa sicura: un'Unione in cui tutti i cittadini si sentano sicuri e possano spostarsi liberamente, in cui le frontiere esterne siano protette, con una politica migratoria efficace, responsabile e sostenibile, nel rispetto delle norme internazionali; un'Europa determinata a combattere il terrorismo e la criminalità organizzata.
Un'Europa prospera e sostenibile: un'Unione che generi crescita e occupazione; un'Unione in cui un mercato unico forte, connesso e in espansione, che faccia proprie le evoluzioni tecnologiche, e una moneta unica stabile e ancora più forte creino opportunità di crescita, coesione, competitività, innovazione e scambio, in particolare per le piccole e medie imprese; un'Unione che promuova una crescita sostenuta e sostenibile attraverso gli investimenti e le riforme strutturali e che si adoperi per il completamento dell'Unione economica e monetaria; un'Unione in cui le economie convergano; un'Unione in cui l'energia sia sicura e conveniente e l'ambiente pulito e protetto.
Un'Europa sociale: un'Unione che, sulla base di una crescita sostenibile, favorisca il progresso economico e sociale, nonché la coesione e la convergenza, difendendo nel contempo l'integrità del mercato interno; un'Unione che tenga conto della diversità dei sistemi nazionali e del ruolo fondamentale delle parti sociali; un'Unione che promuova la parità tra donne e uomini e diritti e pari opportunità per tutti; un'Unione che lotti contro la disoccupazione, la discriminazione, l'esclusione sociale e la povertà; un'Unione in cui i giovani ricevano l'istruzione e la formazione migliori e possano studiare e trovare un lavoro in tutto il continente; un'Unione che preservi il nostro patrimonio culturale e promuova la diversità culturale.
Un'Europa più forte sulla scena mondiale: un'Unione che sviluppi ulteriormente i partenariati esistenti e al tempo stesso ne crei di nuovi e promuova la stabilità e la prosperità nel suo immediato vicinato a est e a sud, ma anche in Medio Oriente e in tutta l'Africa e nel mondo; un'Unione pronta ad assumersi maggiori responsabilità e a contribuire alla creazione di un'industria della difesa più competitiva e integrata; un'Unione impegnata a rafforzare la propria sicurezza e difesa comuni, anche in cooperazione e complementarità con l'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, tenendo conto degli impegni giuridici e delle situazioni nazionali; un'Unione attiva in seno alle Nazioni Unite che difenda un sistema multilaterale disciplinato da regole, che sia orgogliosa dei propri valori e protettiva nei confronti dei propri cittadini, che promuova un commercio libero ed equo e una politica climatica globale positiva.
dalla Dichiarazione di Roma (25 aprile 2017)