lunedì 21 novembre 2011

1915-1918. L'ITALIA IN GUERRA

Il 24 maggio del 1915 l'Italia entra nel primo conflitto mondiale. Dopo circa un anno di tentennamenti, trattative diplomatiche, polemiche e campagne politiche condotte con nuove modalità di propaganda nelle piazze del Paese, i soldati ritornano a combattere e lasciano famiglie, terre, posti di lavoro.
Il fronte si è adesso spostato al nord, il nemico da combattere non è più la Turchia del 1912  per la conquista della Libia ma l'Impero asburgico che ancora controlla Trento e Trieste, terre italiane irredente.



Iniziamo questa ricostruzione documentaria del coinvolgimento italiano nella prima guerra mondiale con alcune illustrazioni di Giuseppe Scalarini, ritenuto il creatore della vignetta satirica politica italiana, che denunciano le conseguenze drammatiche del militarismo nazionalista: il dolore delle madri, il bagno di sangue.

vignetta del 7 agosto 1914

Il bilancio delle vittime italiane: quasi 600.000 caduti



LA PROPAGANDA

di Ramona Scoglio, 5 B

QUANDO LA GUERRA CONDUCE ALLA FOLLIA

video segnalato da Elisa Naro, 5 B


di Ramona Scoglio, 5 B


LETTERE DAL FRONTE

Sono i documenti più toccanti perchè espressione del dramma vissuto quotidianamente nelle trincee dai giovani soldati provenienti da ogni parte d'Italia. Avevano lasciato le famiglie, le campagne da coltivare, il paese per servire la nazione ma si ritrovavano inchiodati dai comandi e dalla paura ad una realtà che non avevano neanche lontanamente immaginato.  E il desiderio di tornare a casa, di sperare nella fine della guerra diventa il pensiero ricorrente, più di ogni volontà di vittoria sul nemico.

"Non si creda agli atti di valore dei soldati, non si dia retta alle altre fandonie del giornale, sono menzogne. Non combattono, no, con orgoglio, né con ardore; essi vanno al macello perché sono guidati e perché temono la fucilazione. Se avessi per le mani il capo del governo, o meglio dei briganti, lo strozzerei".

(B.N. anni 25, soldato; condannato a 4 anni di reclusione per lettera denigratoria,1916, in http://www.storiaxxisecolo.it/ )



di Letizia Cucchetti, 5 B

di Simona Di Salvo, 5 B

di Marinagela Rao, 5 B

di Ramona Scoglio, 5 B


LA GUERRA E GLI INTELLETTUALI

Le riflessioni di Renato Serra
post di Miriam Carbone

La canzone del Piave e altri documenti
post di Alice Pappalardo

Le liriche di Giuseppe Ungaretti
post di Giovanna Leotta

San Martino del Carso
post di Elisa Naro

Veglia di Giuseppe Ungaretti
post di Tiziana Tornabene

Il bombardamento di Filippo Tommaso Marinetti
post di Francesca Pulvirenti

Valmorbia di Eugenio Montale
post di Clarissa Bucceri

FILM

Uomini contro
scheda di Ramona Scoglio

La grande guerra
scheda di Giuseppe Palazzolo


domenica 20 novembre 2011

Iniziativa ANPI: Democrazia e Costituzione



Antifascismo, Resistenza, Costituzione. Saranno queste domenica 20 novembre le parole d'ordine dell'Asssociazione Nazionale Partigiani, presente in oltre cento piazze per lanciare una nuova campagna di tesseramento con iniziative da Parigi a Palermo. Una giornata, spiega l'Anpi "per rafforzare le fila dell’antifascismo e il futuro della democrazia, per suscitare fiducia, e offrire uno spazio di partecipazione, per fare dell’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia un punto di riferimento, ancora più largo e forte, per tutti coloro che intendono assumere un impegno di responsabilità per il Paese". Nel sito ANPI è possibile consultare anche un ricco archivio on line con le biografie dei partigiani italiani che hanno permesso la nascita dell'Italia democratica, una cronologia del nazifascismo e una presentazione storica della Resistenza italiana.

Perchè la memoria è un faro che illumina un popolo, altrimenti consegnato alla cecità dell'agire improvvisato.

20 novembre










sabato 5 novembre 2011

Laboratorio: la stampa alla morte di Giolitti

E' interessante sfogliare i giornali che il 18 luglio 1928 commentano la morte dello statista italiano. Giovanni Giolitti aveva condotto l'Italia verso la democratizzazione e l'industrializzazione ma aveva anche, dopo il conflitto,  governato negli anni dell'affermazione del movimento fascista. Era quindi un uomo di esperienza multiforme e di scelte non da tutti condivise. La Chiesa di Roma ne sottolinea le doti moderate, lo definisce uomo tollerante e paladino della libertà, memore degli accordi che avevano permesso ai cattolici uno spazio nella vita politica italiana nei primi anni del secolo. La stampa italiana, controllata ormai totalmente dal fascismo, tenta di sorvolare sull'avvenimento perchè parlare di Giolitti non è facile, Mussolini continua a vederlo come un rivale autorevole, specie per la grande esperienza di governo all'insegna del liberalismo. Dalla Germania giungono parole di apprezzamento che tuttavia non nascondono il mancato sostegno da parte di Giolitti al fascismo. Viene riconosciuto l'equilibrio dello statista e certo pesa su questo giudizio la posizione neutrale dell'Italia da lui incoraggiata alla vigilia del conflitto mondiale. La stampa inglese non maschera la posizione nazionale: Giolitti è da considersi amico dell'Inghilterra ma certo non ha messo in essere tutte le sue energie e capacità per bloccare il fascismo. Avrebbe potuto, e dovuto, fare di più.
Da queste pagine di giornale viene fuori un affresco vivace e stimolante, capace di parlare delle scelte diplomatiche e politiche di quegli anni più di un vero trattato specialistico.
La storia rivive così con la voce del tempo e parla senza intermediari di uno dei periodi più difficili dello stato italiano.


Ecco le nostre schede analitiche:


post di Francesca Pulvirenti, Mariangela Rao, Simona Di Salvo, classe 5 B


post di Lorena Perticano, classe 5 B


post di Elisa Naro e Letizia Cucchetti


post di Alice Pappalardo e Roberto Mangiaglia, 5 B


L'Italia nelle copertine della Domenica del Corriere

una selezione di avvenimenti




post di Vanessa Pennisi, classe 5 C

8 gennaio 1899. Nelle edicole Italiane apparve per la prima volta la Domenica del Corriere, costava 10 centesimi, era di 12 pagine e agli abbonati del Corriere della Sera era offerta gratuitamente. Fu subito un grande successo; i quotidiani di allora uscivano con pochissime pagine con piccoli titoli e lunghissimi testi, senza disegni nè fotografie. Le copertine della Domenica del Corriere invece avevano bellissimi disegni colorati fatti da un pittore, allora sconosciuto, Achille Beltrame e vi erano molte fotografie. Una Nuova Editoria era iniziata.
(da Emeroteca Italiana)