mercoledì 3 giugno 2020

la prima rivoluzione inglese



NEL 1620 I PADRI PELLEGRINI LASCIANO L'INGHILTERRA A BORDO DELLA MAYFLOWER

RAGGIUNGONO LE COSTE AMERICANE E DANNO INIZIO ALLA COLONIZZAZIONE INGLESE DEL CONTINENTE













la mappa di Flavio Zinno, 3 E





giovedì 21 maggio 2020

giornata della legalità 2020


Non basta certo un giorno per ricordare l'importanza della legalità e il contributo dei tanti che hanno lottato e lottano contro la mafia e l'illegalità

MA

quel che è certo è che ci deve sempre essere
QUEL GIORNO
per rinnovare la riflessione di tutti

e conoscere 

ciò che è accaduto
ciò che ancora continua ad accadere

per rompere il filo
unire le forze

in nome  dell' onestà e della giustizia
su cui edificare il nostro presente e il nostro futuro



23 maggio 1992

la mafia uccide il giudice Giovanni Falcone, che stava per diventare Procuratore Nazionale Antimafia. 

Cinquantasette giorni dopo, il 19 giugno, Cosa nostra colpisce anche Paolo Borsellino, il magistrato che, con Falcone, aveva fatto parte del pool antimafia e costruito l'impianto del maxiprocesso di Palermo aperto nel 1986. 

La mafia non solo non è stata sconfitta, ma sferra il suo colpo più eclatante. Lo scorso anno, in occasione del 27esimo anniversario della strage di Capaci, il professor Salvatore Lupo e Paolo Mieli dedicano all'impegno e al coraggio di Falcone e Borsellino questa puntata di "Passato e Presente". 

Con gli attentati di Capaci e via D'Amelio scompaiono i due magistrati simbolo della lotta alla mafia. Quella lotta che aveva attaccato frontalmente Cosa nostra, portato alla sbarra i vertici e condannato - il 20 gennaio del 1992 - 360 imputati. Per il Paese, scosso nel profondo, è il momento della presa di coscienza. 

Nel 2000, Palermo adotta la Convenzione Delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata, un trattato transnazionale ratificato da 188 Stati. Con la Convenzione di Palermo, il pensiero di Giovanni Falcone e il lavoro da lui svolto con le cancellerie e le procure europee e internazionali, diventa il punto di partenza nella lotta alla criminalità organizzata.




                                                         video Passato e Presente, 40'

le manifestazioni

"Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene"


In queste parole di Paolo Borsellino, pronunciate oltre vent'anni fa, vi è l'essenza di un messaggio che va oltre la semplice memoria delle commemorazioni, ormai prossime, per ricordare la strage di Capaci nella quale persero la vita Giovanni FalconeFrancesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

la Rai propone  per venerdì 22 maggio alle 21.25,  il film “Felicia Impastato” (regista Gianfranco Albano), che andrà in onda in prima serata su Rai 1, basato sulla storia della madre del giornalista e attivista Peppino Impastato, ucciso a Cinisi il 9 maggio del 1978.
Un film elegante e commovente ma anche di denuncia, che racconta ai telespettatori la storia di Peppino Impastato e della sua rivoluzione culturale,

Nel corso della giornata del 23 maggio 2020 

Alle 17.58, ora in cui avvenne la strage di Capaci, avverrà la deposizione della corona di fiori in memoria degli agenti della Polizia di Stato. Saranno previste testimonianze, interventi istituzionali, immagini dei lenzuoli e degli striscioni appesi ai balconi dai cittadini italiani, che si stringeranno nel tradizionale momento del silenzio sotto l’Albero Falcone, un maestoso ficus magnolia, diventato simbolo della lotta alla Mafia, che si trova di fronte all'abitazione che fu del giudice a Palermo. Ministero dell’Istruzione Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali 

Il mio balcone è una piazza 

Vista l’impossibilità di organizzare cortei e raduni, gli studenti e i cittadini sono invitate ad affacciarsi dai balconi di casa appendendo un lenzuolo bianco, striscioni o cantando l’Inno d’Italia, facendo sentire la presenza e l’unità in varie forme, esprimendo un pensiero di gratitudine a chi, nella lotta alla mafia, o nella dura battaglia contro la pandemia, ha fatto la propria parte. Lo slogan sarà “il mio balcone è una piazza”. 

Hashtag da utilizzare :

#23maggio2020 
#PalermochiamaItalia 
#ilcoraggiodiognigiorno 
#ilmiobalconeèunapiazza


martedì 19 maggio 2020

l'imperialismo tra Ottocento e Novecento

il fenomeno

Il capitalismo - scrive Lenin - si è trasformato in un sistema mondiale di oppressione coloniale e di iugulamento finanziario della schiacciante maggioranza della popolazione nel mondo da parte di un pugno di paesi "progrediti". E la spartizione del "bottino" ha luogo fra due o tre predoni di potenza mondiale, armati da capo a piedi, che coinvolgono nella loro guerra per la spartizione del loro bottino, il mondo intero.




power point di presentazione







LA MAPPA

di Carlo Baldelli, 4 A

UN QUADRO GENERALE

di Marina Cozzubo, 4 A
   



nel mondo si avvia uno sviluppo disuguale delle 

realtà politico-economiche e dei contesti umani

nel tempo
le disparità aumenteranno
con le sofferenze umane che  sono oggi sotto gli occhi di tutti
Milioni di uomini, donne e bambini denutriti, affamati, costretti a vivere in condizioni di estrema disperata miseria: questi i risultati di una organizzazione economica e sociale, quella capitalistica, fondata sul "diritto" del capitale a disporre degli uomini e del lavoro altrui come merce capace di riprodurre danaro e altre merci.
L'imperialismo ha saputo adattare ai suoi fini il dispotismo e lo schiavismo dei tempi feudali e mentre distrugge l'economia primitiva delle colonie, tenta di ostacolare lo sviluppo delle forze produttive per servire senza contropartita gli interessi della sua produzione. E nella misura in cui gli antagonismi degli imperialismi rivali si acutizzano sul mercato mondiale, lo sfruttamento dei paesi sottosviluppati si aggrava sempre più.



lunedì 18 maggio 2020

70 anni di cittadinanza europea

i 27 paesi dell'Unione Europea


9 MAGGIO 1950

IL DISCORSO DI ROBERT SCHUMAN

ministro degli esteri francese



70 ANNI DI 


una scheda con esercizi

la storia







video 6'




giovedì 7 maggio 2020

ELISABETTA TUDOR, regina straordinaria


ELISABETTA TUDOR E FILIPPO II
SOVRANI DI UNA GRANDE EPOCA IN EUROPA



Sovrana illuminata e coraggiosa, Elisabetta I è regina d’Inghilterra dal 1558 al 1603. Figlia del secondo matrimonio di Enrico VIII, della dinastia Tudor, e di Anna Bolena, nasce il 7 settembre 1533 a Greenwich, in Inghilterra. In questi anni il trono inglese è conteso tra rami cattolici e rami protestanti della famiglia reale. Nel 1553 la cattolica Maria Tudor diventa regina. Temendo che Elisabetta, sua sorellastra di fede protestante, possa sottrarle il trono, la regina la fa rinchiudere nella Torre di Londra e poi nel castello di Woodstock.

Ma, nel 1558 la Regina muore. Elisabetta ha 25 anni ed è l’erede al trono. Viene incoronata il 15 gennaio 1559. Le prime misure che Elisabetta adotta riguardano l’economia: riassesta il bilancio statale e incoraggia lo sviluppo economico favorendo la produzione tessile e le esportazioni. In pochi anni il Paese rifiorisce, nasce una nuova classe borghese di imprenditori e commercianti che getterà le basi per l’espansione economica degli anni seguenti. Il benessere economico cresce e un rinnovato fervore culturale pervade l’Inghilterra. Sono gli anni della grande letteratura di Marlowe e Shakespeare e del filosofo Francesco Bacone.

Un altro grande successo di Elisabetta è la conquista della supremazia navale. In quest’epoca la padrona dei mari è la Spagna che possiede un’immensa flotta di proprietà della corona. Elisabetta sceglie un’altra soluzione: appoggia e finanzia le iniziative dei navigatori privati e dei corsari. Gli introiti delle loro imprese vengono equamente divisi con le casse dello Stato. In breve tempo centinaia di navi battenti bandiera inglese solcano tutti i mari del globo. L’Inghilterra diventa una forza navale.

Tuttavia, per tutto il suo regno Elisabetta combatte contro congiure e tentativi di sottrarle il trono. In particolare Papa Pio V vorrebbe sul trono di Inghilterra Maria Stuart Regina di Scozia, appartenente anch’ella alla dinastia dei Tudor, cugina di Elisabetta, ma fervente cattolica. Determinata a difendere la sua autorità, Elisabetta ricorre alle medesime misure che a suo tempo lei stessa aveva subito: rinchiude la Stuart in prigione per 18 anni. Infine nel 1587, scoperta una congiura della cugina ai propri danni, la fa decapitare.

Nel frattempo la Spagna cattolica di Filippo II attacca l’Inghilterra ma la flotta di Elisabetta I sconfigge l’Invincibile Armata presso il Canale della Manica. Da questo momento l’Inghilterra si impone come potenza commerciale, marittima e coloniale. Sovrana molto amata, nel corso del suo regno Elisabetta viene venerata dal suo popolo. La sua immagine è costruita sapientemente per veicolare il potere: astratta e ieratica, Elisabetta diventa quasi una figura divinizzata. Elisabetta, la Regina Vergine, ricambia l’amore dei suoi sudditi dedicando la propria esistenza all’Inghilterra: non si sposerà mai e regnerà per 45 anni. Elisabetta I muore il 24 marzo 1603, a 70 anni. Con lei l’Inghilterra diventa una potenza mondiale.

lunedì 4 maggio 2020

L'EUROPA DEL SECONDO OTTOCENTO




4 minuti


L'EUROPA DEL SECONDO OTTOCENTO





VIDEOLEZIONE IN 9 MINUTI


LE DUE VIDEOLEZIONI PRESENTANO
i principali stati europei nella seconda metà dell'Ottocento


Dopo avere ascoltato, prova a tracciare i caratteri della


FRANCIA DI NAPOLEONE III

e della 

PRUSSIA DEL CANCELLIERE BISMARCK


LA FRANCIA DEL SECONDO IMPERO
video 2'



l'evento singolare:



Il mazziniano Felice Orsini  attenta alla vita di Napoleone III, il 14 gennaio del 1858 a Parigi
A terra rimangono 12 morti e più di centocinquanta feritiL’imperatore deve la sua salvezza ad un caso fortuito: nell’istante in cui la vettura imbocca Rue Lepeletier sta parlando con un generale che gli siede di fronte. Non riuscendo a comprendere le parole del suo interlocutore, a causa delle tonanti acclamazioni della folla, si è chinato verso di lui abbassando la testa e proprio in quel momento le tre bombe vengono state lanciate contro la carrozza. Rimasti miracolosamente illesi, Napoleone III e l’imperatrice Eugenia sono accolti da acclamazioni entusiastiche nella sala dell’Opéra.
Felice Orsini verrà condannato a morte e ghigliottinato ma prima della morte scriverà due lettere all'imperatore, chiedendo che aiuti l'Italia verso l'indipendenza.
Saranno quelle lettere, e il suo grido sul patibolo Viva l’Italia! Viva la Francia! a spingere Napoleone III agli accordi di Plombieres con Cavour



sabato 25 aprile 2020

buon 25 aprile da Menuccia Leotta, classe 1930



Oggi, 25 Aprile 2020,  abbiamo ricevuto un dono inaspettato. 

E come definire altrimenti questo messaggio sulla  Festa della Liberazione nazionale che la signora Menuccia Leotta ci ha fatto arrivare?

Sempre maestra, come la definisce la figlia Maria Grazia, per il grande compito educativo svolto durante la sua lunga vita nella scuola e nella famiglia, Menuccia Leotta è ormai prossima al suo  novantesimo compleanno.

Ma non smette di essere insegnante.

Ci offre, con la semplicità essenziale ma pregnante dei saggi, emozioni e ricordi di un tempo da noi conosciuto solo sui libri, nelle immagini, nel mondo degli altri.

Ascoltiamola. Ci consegna una storia lontana ma al contempo tanto attuale e presente. 
La storia dell'uomo che aspira e crede e lotta-sempre, ovunque e comunque- per il bene più prezioso. 
LA LIBERTA'

Grazie di cuore, maestra Menuccia Leotta, a lei auguri di libertà

per i tanti e tanti giorni sereni che ancora  l'attendono con i suoi cari


Oggi, 25 aprile, si celebra la Festa della Liberazione,  il giorno in cui le città di Milano e Torino furono liberate dall’occupazione straniera.
Per noi Italiani, la fine della seconda guerra mondiale.
Dopo anni di guerra e di regime fascista, fu indetto il referendum per  scegliere  fra repubblica e monarchia.
Questo si tenne il 2 giugno 1946 e sancì la nascita della Repubblica Italiana.  Per la prima volta votarono le donne. Anche mia mamma allora potè esercitare il diritto di voto.
Allora io ero una ragazzina ma, ancora oggi, credetemi, non riesco a dimenticare il senso di angoscia e di oppressione che provavo in quel periodo così buio della nostra storia, dove non si potevano esprimere opinioni.
Ecco perché il 25 Aprile è importante, per ricordare e onorare gli uomini e le donne che sacrificarono la loro vita, affinchè nessuno dovesse più provare  questo  senso di angoscia.
Oggi anche io voglio dare il mio contributo in questo giorno dedicato alla memoria, rendendo omaggio a Piero Calamandrei leggendo uno stralcio del discorso da Egli pronunciato a Milano nel 1955.

“La Costituzione, è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune che va condivisa fino in fondo. E’ la carta della propria libertà, della propria dignità.
In questa Costituzione, c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato. Quanto sangue e quanto dolore
Dietro a ogni suo articolo, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, in Africa, per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita affinchè la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Questo è un testamento, un testamento di centomila morti.
 Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.


Buon 25 Aprile

da

Menuccia Leotta, nata a Giarre il 20 luglio 1930



lunedì 20 aprile 2020

LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE




di Denise Saccà
classe 4 A



FILE VIDEO 5 MINUTI








Tempi moderni 1936-La catena di montaggio, 2'









DI MARINA COZZUBO





laboratorio

venerdì 3 aprile 2020

risorse on line sulla seconda guerra mondiale




power point di presentazione


13,20 minuti

file audio



5'









LA PRIMA FASE DEL CONFLITTO



una cronologia ragionata


RCS SCUOLA
video 3 minuti





le stragi: i numeri



file, video, mappe


con video, collegamenti interdisciplinari, risorse storiche




tutte le stragi con schede analitiche


domenica 8 marzo 2020

DIDATTICA A DISTANZA

E' STATA CREATA NEL BLOG LA PAGINA




CON TANTE RISORSE UTILI PER COMUNICARE E FARE LEZIONE A DISTANZA



martedì 11 febbraio 2020

lo scontro tra tre imperi nel XV secolo




una presentazione di Gianbattista Emanuele, 3 I






L'IMPERO BIZANTINO E OTTOMANO NEL 1452




 la caduta di Costantinopoli, video 45'

domenica 9 febbraio 2020

10 febbraio 2020. Giorno del Ricordo. Foibe ed esodo









Con la Legge 30 marzo 2004 n. 92

«La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale 
Giorno del Ricordo
 al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime
delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della
più complessa vicenda del confine orientale».

La data del 10 Febbraio è stata scelta per ricordare il giorno in cui a Parigi, nel 1947, venne
firmato il Trattato di pace in conseguenza del quale venne sancita la cessione di buona parte della
Venezia Giulia alla Jugoslavia di Tito e l’abbandono di numerose città della sponda orientale
dell’Adriatico dove l’elemento italiano era percentualmente maggioritario.





di Grazia Messina

Settembre 1943 – Febbraio 1947: il calvario degli italiani di Istria e Dalmazia, uccisi a migliaia dalle truppe comuniste di Tito nelle cavità carsiche: le foibe.


Comincia tutto all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre: la penisola istriana finisce sotto il controllo del Movimento di Liberazione jugoslavo guidato da Tito.

In un mese le foibe si riempiono dei corpi di almeno 500 italiani. 
Diventeranno alcune migliaia al termine della seconda guerra mondiale, quando gli jugoslavi occupano la Venezia Giulia e cominciano le deportazioni. Nel 1947, poi, il Trattato di Pace di Parigi impone il passaggio di Zara, Fiume e di gran parte dell’Istria alla Jugoslavia. È l’inizio di un esodo doloroso per circa 300 mila italiani.

Su tutto, però, cala il silenzio. Fino agli anni ’90, con la caduta del Muro di Berlino e la crisi jugoslava.

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo, spesso nascoste dalla vegetazione.

È in quelle voragini dell'Istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, circa 5000 italiani.


La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano 'nemici del popolo'. 

Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l'istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. 


la drammatica mappa delle foibe nella Iugoslavia



Per quasi cinquant'anni il silenzio della storiografia e della classe politica avvolge la vicenda degli italiani uccisi nelle foibe istriane. È una ferita ancora aperta "perché, ricorda lo storico Sabbatucci, è stata ignorata per molto tempo". 


video Rai, 3'



FOIBE: UNA STRAGE NEGATA
di Tiziana Tornabene, 5 C
 

proponiamo adesso  un video di ricostruzione 
realizzato 
da Vanessa Pennisi, Rosita Cipolla, Alessia Leotta e Alessandra Catalano

della classe 5^C 2011/2012




molto interessante anche

LA SEZIONE RAI DEDICATA AL GIORNO DEL RICORDO

ricca di brevi video e dati di approfondimento


Per conoscere meglio i luoghi, le dinamiche politiche ed ideologiche, le fasi e le modalità della eliminazione fisica e dell'esodo degli italiani dall'Istria, dalla Dalmazia, da Fiume, Pola, Zara, pubblichiamo un interessante dossier curato dalla Federazione delle Associazioni di Esuli Istriani, fiumani e Dalmati. Il dossier propone una dettagliata presentazione storica che permette di seguire le vicende fino ai nostri giorni, una ricca bibliografia, carte storico-geografiche e un elenco di esuli che si sono successivamente inseriti nella comunità italiana.






Suggeriamo per gli approfondimenti anche alcune letture attraverso
le fonti on line:





   OGGI


UNA SCHEDA PER CAPIRE
cosa è accaduto, cosa è cambiato
di Grazia Messina

gli stati balcanici oggi