venerdì 3 aprile 2020

risorse on line sulla seconda guerra mondiale




power point di presentazione


13,20 minuti

file audio


LA PRIMA FASE DEL CONFLITTO




RCS SCUOLA
video 3 minuti




LA RESISTENZA IN ITALIA


file, video, mappe

domenica 8 marzo 2020

DIDATTICA A DISTANZA

E' STATA CREATA NEL BLOG LA PAGINA




CON TANTE RISORSE UTILI PER COMUNICARE E FARE LEZIONE A DISTANZA



martedì 11 febbraio 2020

lo scontro tra tre imperi nel XV secolo




una presentazione di Gianbattista Emanuele, 3 I






L'IMPERO BIZANTINO E OTTOMANO NEL 1452




 la caduta di Costantinopoli, video 45'

domenica 9 febbraio 2020

10 febbraio 2020. Giorno del Ricordo. Foibe ed esodo









Con la Legge 30 marzo 2004 n. 92

«La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale 
Giorno del Ricordo
 al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime
delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della
più complessa vicenda del confine orientale».

La data del 10 Febbraio è stata scelta per ricordare il giorno in cui a Parigi, nel 1947, venne
firmato il Trattato di pace in conseguenza del quale venne sancita la cessione di buona parte della
Venezia Giulia alla Jugoslavia di Tito e l’abbandono di numerose città della sponda orientale
dell’Adriatico dove l’elemento italiano era percentualmente maggioritario.





di Grazia Messina

Settembre 1943 – Febbraio 1947: il calvario degli italiani di Istria e Dalmazia, uccisi a migliaia dalle truppe comuniste di Tito nelle cavità carsiche: le foibe.


Comincia tutto all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre: la penisola istriana finisce sotto il controllo del Movimento di Liberazione jugoslavo guidato da Tito.

In un mese le foibe si riempiono dei corpi di almeno 500 italiani. 
Diventeranno alcune migliaia al termine della seconda guerra mondiale, quando gli jugoslavi occupano la Venezia Giulia e cominciano le deportazioni. Nel 1947, poi, il Trattato di Pace di Parigi impone il passaggio di Zara, Fiume e di gran parte dell’Istria alla Jugoslavia. È l’inizio di un esodo doloroso per circa 300 mila italiani.

Su tutto, però, cala il silenzio. Fino agli anni ’90, con la caduta del Muro di Berlino e la crisi jugoslava.

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo, spesso nascoste dalla vegetazione.

È in quelle voragini dell'Istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, circa 5000 italiani.


La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano 'nemici del popolo'. 

Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l'istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. 


la drammatica mappa delle foibe nella Iugoslavia



Per quasi cinquant'anni il silenzio della storiografia e della classe politica avvolge la vicenda degli italiani uccisi nelle foibe istriane. È una ferita ancora aperta "perché, ricorda lo storico Sabbatucci, è stata ignorata per molto tempo". 


video Rai, 3'



FOIBE: UNA STRAGE NEGATA
di Tiziana Tornabene, 5 C
 

proponiamo adesso  un video di ricostruzione 
realizzato 
da Vanessa Pennisi, Rosita Cipolla, Alessia Leotta e Alessandra Catalano

della classe 5^C 2011/2012




molto interessante anche

LA SEZIONE RAI DEDICATA AL GIORNO DEL RICORDO

ricca di brevi video e dati di approfondimento


Per conoscere meglio i luoghi, le dinamiche politiche ed ideologiche, le fasi e le modalità della eliminazione fisica e dell'esodo degli italiani dall'Istria, dalla Dalmazia, da Fiume, Pola, Zara, pubblichiamo un interessante dossier curato dalla Federazione delle Associazioni di Esuli Istriani, fiumani e Dalmati. Il dossier propone una dettagliata presentazione storica che permette di seguire le vicende fino ai nostri giorni, una ricca bibliografia, carte storico-geografiche e un elenco di esuli che si sono successivamente inseriti nella comunità italiana.






Suggeriamo per gli approfondimenti anche alcune letture attraverso
le fonti on line:





   OGGI


UNA SCHEDA PER CAPIRE
cosa è accaduto, cosa è cambiato
di Grazia Messina

gli stati balcanici oggi



martedì 4 febbraio 2020

STATO, GOVERNO, NAZIONE: le differenze

proviamo a definire le differenze tra

forma di stato

forma di governo

nazione

nazionalismo

La nazione è costituita da persone, appartenenti o meno a uno stesso Stato, che hanno in comune lingua, cultura, religione, tradizioni e costumi

 Per quanto riguarda lo Stato, esso è un'organizzazione politica che esercita la propria sovranità sui soggetti che si trovano sul suo territorio.


"Lo Stato é quindi un territorio geografico riconosciuto dalle istituzioni, ma anche un organo istituzionale, che governa e regolamenta la vita della comunità. Lo Stato comanda le forze armate, fa rispettare le leggi: é quindi una entità politica, economica e istituzionale.
La Nazione invece indica un insieme di persone, unite dalla stessa etnia, cultura, lingua, usanze e costumi. La parola Nazione quindi assume delle connotazioni anche socioculturali". 

















NEL ROMANTICISMO AL CONCETTO DI STATO 
SI ACCOSTO' QUELLO DI NAZIONE

definita così nei dizionari:

  • Complesso di persone accomunate da tradizioni storiche, lingua, cultura, origine, e dalla consapevolezza di appartenere a un’unità indipendentemente dalla realizzazione in unità politica (dizionario De Mauro)


  • Complesso di individui legati da una stessa lingua, stroria, civiltà, interessi, aspirazioni,         specialmente in quanto hanno coscienza di questo patrimonio comune (dizionario Zingarelli)


Nell'età della Restaurazione la Nazione si configura come ideale 

legato 
  • alla natura di un popolo (conservatore)


  • alla sua volontà (democratico)



Dalla fine dell’Ottocento l’idea di Nazione muta di segno, 
assume caratteri NAZIONALISTICI con:

1) Politiche espansionistiche e imperialistiche 
2) Esaltazione della potenza politica e militare delle comunità nazionali. Militarismo e politica di potenza 
3) Razzismo, antisemitismo e darwinismo sociale 4) movimenti reazionari (Francia affaire Dreyfus) di destra 
5) All’origine della Prima guerra mondiale e dei fascismi novecenteschi

OGGI
SI PARLA ANCHE DI

Nazionalismi senza stato (ma con ampie autonomie): 
baschi, catalani, galiziani, scozzesi, corsi, celtici

E IN ITALIA DI 

 Regionalismi storici: Sardegna, Sicilia, Val d’Aosta, Friuli, Alto Adige


LIBERALISMO
DEMOCRAZIA
SOCIALISMO


mercoledì 29 gennaio 2020

l'Italia del Cinquecento: guerre e invasioni

Le Guerre d’Italia  furono una serie di conflitti tra le potenze europee, combattute prevalentemente sul suolo italiano dal 1494 al 1559.
Obiettivo finale, attraverso i successi nella penisola italiana,  era in effetti la supremazia in Europa delle grandi monarchie nazionali che si erano formate nel Quattrocento
Scatenate inizialmente dai sovrani francesi per far valere diritti ereditari sul Regno di Napoli (Carlo VIII) e poi sul Ducato di Milano (Luigi XII), coinvolsero, oltre alla Francia, la Spagna, la Svizzera e il Sacro Romano Impero.
Al termine delle guerre la Spagna di Carlo V si affermò come la principale potenza continentale, ponendo gran parte della penisola italiana sotto la sua dominazione diretta (Napoli, Milano e Stato dei Presidi) o indiretta.

Seppero mantenere una certa autonomia il Ducato di Savoia (legato alla Francia) e la Repubblica di Venezia.

Il Papato, pur autonomo e forte del prestigio artistico raggiunto nel Rinascimento,  risultava  tuttavia legato alla Spagna dalla comune politica di far prevalere in Europa la Controriforma cattolica



Pace di Lodi, 1454
Signorie e Principati della penisola raggiungono un accordo 
dopo la fine della guerra dei Cento anni e la caduta di Costantinopoli 
( entrambe avvenute nel 1453),

per difendersi dagli attacchi stranieri





Carlo VIII entrò in Italia nel 1494
rivendicando il diritto al trono di Napoli (in quanto discendente di Maria d’Angiò), sua nonna paterna.
L’impresa è favorita dagli stessi stati italiani:
– a Milano, Ludovico Sforza, detto il Moro, vuole colpire Ferrante I che sostiene il potere legittimo del nipote Gian Galeazzo Sforza(che ha sposato una nipote di Ferrante e che  non può governare a Milano )
– Venezia desidera la rovina del re aragonese che favorisce la Puglia e i suoi porti
–  a Firenze, invece, gli avversari dei Medici sperano in un cambiamento di regime politico
– nello  Stato pontificio, i cardinali avversi al Papa spagnolo Alessandro VI (Borgia) sperano che la discesa di Carlo VIII porti a deporlo ed eleggere  Giuliano della Rovere (il futuro Giulio II).

Carlo VIII si assicura la neutralità delle maggiori potenze europee con una serie di concessioni territoriali e finanziarie.
L’imponente esercito francese attraversa senza ostacoli la penisola e raggiunge Napoli il 22 febbraio 1495, accolto trionfalmente  dal ceto baronale, 
per tradizione filofrancese e ostile alla monarchia.
Nel frattempo si scatena un vero e proprio terremoto politico:
– a Milano Ludovico il Moro eredita il Ducato dal nipote Gian Galeazzo
– a Firenze la rivolta di Savonarola caccia i Medici e proclama la Repubblica (durerà fino al 1512)
– Venezia si impadronisce di alcuni porti pugliesi.

Ma il trionfo stesso di Carlo VIII spaventa le diverse forze che ne hanno favorito la discesa: lo Stato pontificio, Milano e Venezia si coalizzano, formando una lega antifrancese che ottiene l’appoggio dell’imperatore Massimiliano e della Spagna
Carlo VIII è costretto a ritirarsi.
A Carlo VIII succede nel1498 il cugino Luigi XII, che avanza pretese sul Ducato di Milano,  come discendente dei Visconti, spodestati del 1450 dagli Sforza.
Ancora una volta la guerra è preceduta dalla diplomazia: Luigi si assicura l’appoggio di Venezia e del papa.


Ecco la penisola nel 1499, dopo la seconda  invasione francese di Luigi XII






Milano è espugnata il 2 settembre 1499. 
Ludovico il Moro ripara presso l’Imperatore Massimiliano I.
Insieme alle forze asburgiche, Ludovico riesce a riprendere Milano, ma la riperde nel 1500.
Il 2 novembre 1500 Luigi XII stipula a Granada con Ferdinando il Cattolico un trattato di spartizione dell’Italia del sud
il re di Spagna vuole riunire al possesso della Sicilia quello della Calabria e della Puglia, separate dal 1458 da Alfonso il Magnanimo, dopo la precedente unificazione aragonese del 1442.
Ai francesi vengono riservate Campania e Abruzzo, conservano MIlano.
Ma al momento della divisione nasce un conflitto tra i due occupanti e alla fine gli spagnoli hanno la meglio: con il Trattato di Lione del 1504 la Francia è costretta a rinunciare al Regno di Napoli che rimarrà così per due secoli sotto la sfera di influenza spagnola, unificato.
Nel 1508 si costituisce  la lega di Cambrai, guidata dal nuovo papa teocratico Giulio II, per frenare  l’espansionismo di Venezia. Francia, Spagna e Impero lo appoggiano.

1511-1512: gli svizzeri, spinti dal papa,  cacciano i francesi da Milano con la Lega Santa (Venezia,  Impero, Svizzera, Spagna, Inghilterra). 
Tornano gli Sforza a Milano, a Firenze i Medici.
1515: il nuovo re di Francia, Francesco I, scende ancora in Italia per conquistare Milano e sconfigge gli svizzeri a Melegnano (da questo momento inizia la neutralità bellica degli svizzeri).

Così il  re di Francia Francesco I, assieme ai Veneziani, riconquista il Ducato di Milano.

INFINE 

Promosso dal nuovo Papa Leone X dei Medici (figlio di Lorenzo il Magnifico)
ll trattato di Noyon (1516) attribuisce

– alla Spagna il Regno di Napoli e di Sicilia
– ai francesi il Ducato di Milano

L'Italia è ormai occupata da spagnoli  e francesi

 si prepara al grande impero di Carlo V




martedì 21 gennaio 2020

Liliana Segre nella Giornata della memoria: no all'odio e alla violenza


Milano, 20 gennaio 2020








"Liliana Segre ha parlato ieri  agli studenti di Milano e lo ha fatto insegnando loro il significato di parole come paura, disperazione, separazione, fame, ma soprattutto pietà. Quella che ha capito di provare quando, all'eta' di 60 anni, è diventata nonna. E insieme ad essa ha imparato il perdono, grazie a cui è diventata "una donna libera". E solo grazie a quella libertà, infine, è iniziato il suo lavoro di incommensurabile importanza come testimone degli orrori dei campi di sterminio nazifascisti dove fu deportata con il padre dal 1943 fino al giorno della liberazione il 27 gennaio del 1945. "Da nonna - ha detto durante il suo intervento - capii che io ero diversa dai miei carcerieri. Erano persone alle quali sin da bambini era stato insegnato l'odio nei confronti degli appartenenti alle cosiddette razze inferiori. Capii che ero più fortunata io ad essere vittima rispetto a loro che erano carnefici, imparai a provare pena per loro che non sarebbero stati nemmeno in grado di guardare in faccia i loro padri, io che il mio l'ho perso in quei campi. Solo allora capii che oro pronta a essere una testimone. E potevo esserlo solo senza le parole odio e vendetta".
Niente risentimenti quindi per "chi era capace di tutto perché si considerava superiore", così come oggi i bulli: "Sono loro che vanno curati - ha detto ancora Segre - non le loro vittime. La vittima è più forte del bullo ma deve trovare il coraggio di denunciare". 

Quindi un appello ai ragazzi, custodi della Memoria, ma non solo: "Voi siete fortissimi. Avete dalla vostra quella gioventù che nessuno vi ridarà più. Basta con questa storia che l'adolescenza va protetta e che dovete vivere in una teca, siete voi che dovete essere forti con i vostri genitori, non aggrappatevi a loro. I vostri genitori hanno i loro problemi, di lavoro, familiari. Siate voi un sostegno per loro". 

E ancora, "andate in quei luoghi dove l'orrore è accaduto davvero - ha detto Segre - e andateci senza mangiare a colazione, e senza coprirvi troppo. Solo per avere una lontanissima sensazione di quello che vivevamo noi ogni giorno. Recupererete a pranzo e vi coprirete una volta risaliti sul pullman". 

Infine la chiosa: "Molti ci chiedevano perché durante quei mesi tremendi non avevamo posto fine alle nostre agonie uccidendoci. Io rispondo sempre che a tenerci in vita era proprio il nostro amore per la vita. Anche se tanti mi augurano di morire presto, e vista la mia età so che questo accadà, io amo la vita e mi dispiace lasciarla" ha concluso Liliana Segre.


Siamo noi la sua scorta, tutta la scuola si onora di essere la scorta contro ogni rigurgito negazionista e fascista e contro ogni odio e nella difesa della Costituzione italiana, ha spiegato la ministra Azzolina, nel discorso di apertura dell’incontro riferendosi alla senatrice, a cui a novembre è stata assegnata la scorta.
“Nella storia di Italia c’è uno spartiacque: le leggi razziali del 1938. C’è un prima e un dopo, oggi l’Italia è un Paese che ripudia la guerra e la dittatura. Le leggi razziali furono leggi criminali, dopo quelle leggi fu l’abisso dei campi. Agli studenti e ai giovani dico: non sottovalutate mai la potenza dell’odio, imprimete nella mente le parole che ascolterete oggi e fatene un faro e una guida – ha aggiunto -. Dovete essere consapevoli, fieri e grati di essere qui oggi. Il pericolo dell’odio riemerge quando si usa un linguaggio aggressivo, anche sui social. 


LILIANA SEGRE PARLA AGLI STUDENTI
video
20 gennaio 2020

Liliana Segre parla all'Europarlamento il 29 gennaio 2020, 20'



martedì 7 gennaio 2020

archivi virtuali per la ricerca di emigrati in USA e AUSTRALIA



La ricerca degli immigrati negli Stati Uniti dal 1820 al 1957
può avvenire consultando l'archivio di ELLIS ISLAND 

In questo caso è necessario registrarsi (senza alcun costo o impegno) 
e poi procedere nella ricerca, inserendo il nome della persona che si cerca.

Il sito permette di conoscere:
data di arrivo, età, porto di partenza, nome della nave, lista d'imbarco
Le immagini sono scaricabili ( ma il più delle volte a pagamento)

schermata della pagina di ricerca nel sito Ellis Island


Anche il governo australiano ha di recente messo a disposizione degli utenti l'Archivio virtuale degli arrivi nel continente dal 1898 al 1972. La Banca dati rappresenta una straordinaria risorsa per ricostruire il movimento migratorio dalle varie parti del mondo ed acquisire documenti originali, altrimenti assai difficili da recuperare.

La ricerca è molto semplice e ricorda il procedimento già in uso nell'archivio degli Stati Uniti
www.ellisisland.org:


si inseriscono i dati anagrafici della persona che si cerca
si attende la risposta 
si seleziona tra omonimi
si scarica la lista d'imbarco originale



schermata della pagina di ricerca nel sito NAA