giovedì 17 dicembre 2020

DALLA PESTE NERA AL COVID19. PANDEMIE NELLA STORIA




 




video Zanichelli, durata 1,35'

LA PESTE NERA DEL TRECENTO


COSA ACCADDE? PERCHE'? CON QUALI CONSEGUENZE?

proposta di Samuele Finocchiaro, 3 I


LE PANDEMIE NELLA STORIA

dal 430 a.C. al Covid19 del 2019





                                                                         AMNESTY INTERNATIONAL 
                                                                                     E LA DIFESA dei DIRITTI UMANI 




LEONARDO PREVITERA PRESENTA 

LA CRISI DEL TRECENTO

CON ANALOGIE E DIFFERENZE COL COVID 19



LE SLIDES DI LEONARDO PREVITERA, 3 E


LE MONARCHIE EUROPEE

LA GUERRA DEI CENTO ANNI





LA MAPPA

 di Gianluca Lo Re, 3 E







giovedì 10 dicembre 2020

LA MAGNA CHARTA LIBERTATUM

La prima traccia storica di affermazione scritta dei diritti umani, seppur embrionali e limitata agli “uomini liberi”, si trova nella Magna Charta Libertatum (dal latino medievale), comunemente chiamata Magna Carta (1761), accettata il 15 giugno 1215 dal re Giovanni d'Inghilterra (soprannominato anche "Giovanni Senza Terra", perché aveva perso i suoi feudi) a Runnymede, nei pressi di Windsor. ‌ Redatta ( ma non nei contenuti, solo nella forma) dall'Arcivescovo di Canterbury per raggiungere la pace tra l'impopolare re e un gruppo di baroni ribelli, la Carta andò oltre all'affrontare le semplici richieste baronali, ma costituì una proposta più ampia di riforma politica.

Essa prometteva la tutela dei diritti della Chiesa, la protezione dalla detenzione illegale, la disponibilità di una rapida giustizia e, soprattutto, introduceva delle limitazioni in materia di tassazione e altri pagamenti feudali alla corona, con alcune forme di tassazione feudale che richiesero il consenso baronale.La Carta vantava la promozione di diritti libertari per gli uomini, in particolare per i baroni. Tuttavia, anche i diritti dei servi vennero presi in considerazione

negli articoli 16, 20 e 28. ‌ La Magna Charta Libertatum sancisce il principio dell’habeas corpus, il quale verrà sviluppato nell’Habeas Corpus Act (L'Habeas corpus fu sancito nel 1679 e 1816. Esso stabilisce il principio della garanzia della libertà del cittadino, che non può essere arrestato o subire limitazioni alla sua libertà personale, se non è data dall'autorità la prova del reato commesso) e nel Bill of Rights (1689) che ha dato vita alla monarchia costituzionale inglese.

A seguito dell'approvazione monarchica della Magna Charta libertatum si avvia la costituzione del Parlamento inglese:

nel 1242 nasce la Camera dei Lords

nel 1339 si aggiunge la Camera dei Comuni

dal 1348 il ruolo del Parlamento bicamerale inglese viene ribadito nel giuramento del re


OGGI

il Parlamento inglese conserva la sua struttura bicamerale ‌







 UNA SCHEDA DI ANALISI DELLA CARTA


LA MAGNA CHARTA LIBERTATUM CON I SUOI 63 ARTICOLI








                            Le origini del costituzionalismo moderno

Con la Magna Charta i rapporti feudali, che fino ad allora avevano avuto carattere personale e privato, furono codificati per la prima volta in diritto pubblico. Questo diritto, che fu detto comune (common law) perché comune al re e ai baroni, costituiva il terzo sistema giuridico dell’Europa medievale, accanto al diritto romano e al diritto canonico (cioè ecclesiastico).

L’importanza storica della Magna Charta consiste nel fatto che essa riconosceva per la prima volta l’inviolabilità dei diritti individuali rispetto a ogni arbitrio di potere; tuttavia essa, in origine, difendeva soltanto i diritti e i privilegi di nobiltà e alto clero, ignorando contadini, artigiani e tutti gli altri appartenenti ai ceti inferiori.

Nei secoli successivi questo documento, nato per restaurare la pratica e il diritto feudale, divenne la base per l’affermazione di diritti e istituzioni propri del costituzionalismo moderno (la teoria che difende le libertà individuali). Così, per esempio, dal Consiglio comune del regno derivò il Parlamento inglese, che nel Trecento si divise in due Camere, la Camera Alta o Camera dei lord (in cui sedevano i nobili e il clero) e la Camera Bassa o Camera dei Comuni (dove si radunavano i rappresentanti degli ordini sociali meno potenti). Inoltre, il diritto a processi imparziali e secondo la legge venne allargato a tutti i cittadini e il divieto di arresti arbitrari fu garantito dalle successive norme sull’habeas corpus, le quali stabilivano che la persona arrestata (il «corpo») dovesse essere condotta in tempi brevi di fronte a un giudice. La protezione degli uomini liberi contro i soprusi dei feudatari rappresentò la prima affermazione dell’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.



giovedì 19 novembre 2020

LA RIVOLUZIONE RUSSA

LA RIVOLUZIONE RUSSA-FEBBRAIO 

video Rai scuola, 10'

LA RIVOLUZIONE RUSSA- OTTOBRE

video Rai scuola, 10'





IL TESTAMENTO DI LENIN, 1922



DA LENIN A STALIN, 10'


ASCOLTA E LEGGI LE PROPOSTE SOPRA RIPORTATE. 

PROVA QUINDI A RICOSTRUIRE GLI EVENTI DAL 1917 AL 1927

 IN UNA CRONOLOGIA RAGIONATA

martedì 17 novembre 2020

VERSAILLES, la pace dopo la guerra, la guerra dopo la pace


Il trattato di Versailles, definito da alcuni un diktat, da altri una "pace cartaginese",
chiuse la prima guerra mondiale ma aprì tensioni e rivincite 
che avrebbero condotto al secondo conflitto del secolo.

Anche per questo motivo, Hobsbawn ha definito il periodo 1914-1945 la seconda guerra dei trent'anni, 
età della catastrofe nel Novecento, il secolo breve.

 

lunedì 16 novembre 2020

la prima rivoluzione industriale e i processi economici del Settecento


mappa di Emanuele Coco, 4 E




mappa di Mario Ragonesi, 4 E



di Martina Sciuto, classe 4 E
mappa di Valeria Signorino, 4 E






mappe di Marina Tropea, 4 E 





mappa di Matteo Di Termine, 4 E


mappa di Clara Ansaldo, 4 E


mappa di Flavio Zinno, 4 E





giovedì 29 ottobre 2020

CONSTITUTIO DE FEUDIS, diritto e libertà

La Constitutio de feudis viene concessa da Corrado II, imperatore germanico, nel 1037. Attraverso questo provvedimento l’imperatore Corrado II riconosceva l'ereditarietà dei feudi minori, che pertando non dipenderanno più dai grandi feudatari (i quali avevano  già ottenuto il riconoscimento del titolo ereditario con il Capitolare di Quiercy dell'877, e avevano così guadagnato autonomia dall'imperatore, a cui non dovevano più offrire puntuale giuramento di fedeltà, vista l'ereditarietà del titolo nobiliare). 

Lo scopo dell'imperatore  Corrado II era quello di   assicurarsi l’appoggio dei vassalli minori nella sua lotta contro i grandi feudatari che, più forti e già autonomi dall'imperatore, non avrebbero più avuto alle loro dipendenze i piccoli feudatari. In un certo senso, Corrado sperava di recuperare sui nobili dell'impero l’autorità che i suoi predecesssori avevano perduto.

Gli effetti del provvedimento

In effetti la Consititutio de feudis non solo non permise a Corrado di realizzare il proprio progetto di restaurazione del potere imperiale, ma provocò una disgregazione ancora maggiore dell’unità politica dell’impero, avviando la crisi della piramide gerarchica tipica del feudalesimo. Essa poneva  poneva sullo stesso piano vassalli  e valvassori, mentre l'imperatore perdeva un diretto controllo su entrambi. Aumentava, di conseguenza, il ruolo del popolo nelle controversie politiche e nelle rivendicazioni sociali.

A seguito del Capitolare di Quiercy dell'877, Ottone I nel 962 aveva cercato di riaffermare il potere imperiale sui feudatari con il Privilegio Ottoniano e la creazione della figura del vescovo-conte ma, come già sappiamo, lo scontro con il papa impedirà il trionfo del suo progetto. In quest'ottica, nel 1037 la Constitutio de feudis contribuirà all'indebolimento  delle prerogative imperiali.

Il testo può essere considerato tra i primi documenti di diritto feudale destinati ad avviare una graduale evoluzione nella conquista delle libertà politiche.


                     INDIVIDUA CHI ERA DETENTORE DI DIRITTI E DI LIBERTA'

                         PRIMA E A SEGUITO DELLA CONCESSIONE IMPERIALE






LA CONSTITUTIO DE FEUDIS

testo con esercizi



martedì 27 ottobre 2020

DALL' ALTO AL BASSO MEDIOEVO

Come può essere illustrato in una mappa concettuale il passaggio dall'Alto al Basso Medioevo?

Ecco le proposte degli studenti di 3 E







PAOLA BARBAGALLLO, 3 E 

ALESSIA MONFORTE, 3 E






martedì 13 ottobre 2020

martedì 6 ottobre 2020

IL MEDIOEVO, ETA' DI MEZZO

Iniziamo la presentazione del Medioevo (età di mezzo tra età antica e moderna) attraverso il significato del termine e la sua rappresentazione storico-geografica. Una cartina ci aiuterà a capire come si presentò in Europa.


‌ Come puoi vedere, intorno all'anno Mille l'Europa presentava tre grandi civiltà e religioni: ‌ cattolica, controllata dal papa e dall'imperatore germanico (ricorda che Carlo Magno aveva diviso il suo impero ai tre figli nell'843 e, da uno di questi, nel 962 era nato il Sacro romano impero germanico con Ottone I). Questa civiltà abbracciava anche Francia, Inghilterra, regioni scandinave, buona parte della penisola italiana. ‌ bizantina e cristiano ortodossa (dal 1054 lo scisma d'Oriente separerà ortodossi da cattolici), controllata dall'imperatore romano d'oriente, che con Giustiniano dal VI secolo aveva occupato Italia meridionale e Sicilia fino all'arrivo degli arabi (IX secolo) ‌ musulmana, sempre più diffusa per la presenza degli arabi che dall'egira di Maometto (632) si spostarono in tutto il Mediterraneo e avevano raggiunto l'Africa settentrionale, la Spagna e la Sicilia (827-1060)
FISSA BENE DA QUI LE DATE E LE TAPPE PIU' IMPORTANTI DEL PERIODO:


NON DIMENTICARE LA PRESENZA DELL'ISLAM NEL MEDITERRANEO






giovedì 1 ottobre 2020

si apre il Seicento in Europa

 LA FRANCIA TRA CINQUECENTO E SEICENTO


LA PRIMA RIVOLUZIONE INGLESE


L'EUROPA DEL SEICENTO



Nel sistema geopolitico del Seicento la monarchia di Spagna  è in una fase discendente, nonostante sul piano territoriale possa contare ancora sulle vaste aree coloniali nell'America meridionale. Padrona del Mediterraneo occidentale e delle terre italiane, gestisce il controllo diretto del Napoletano e del Milanese, attraverso cui raggiunge l'area asburgica. 

Con la Chiesa di Roma esercita la politica controriformistica a difesa del cattolicesimo. Nelle altre regioni italiane esercita un'influenza indiretta che la rende capace di condizionare la politica medicea in Toscana ( nuovo porto di Livorno ), quella delle grandi famiglie genovesi  ( i Doria sono i banchieri spagnoli ) e naturalmente di controllare l'operato del pontefice romano. Sul  Mediterraneo orientale deve invece sostenere l'offensiva turca. che la priva delle maggiori isole
( Cipro, Rodi, Creta ) vengono sottratte anche all'influenza veneziana. La Repubblica di Venezia, insieme alla nascente potenza sabauda sono le uniche entità politiche estranee all'influenza spagnola in Italia.

Attraverso la Franca Contea ed il Tirolo le truppe spagnole possono raggiungere i Paesi Bassi spagnoli ( Fiandre ) mentre La Repubblica delle Sette Province Unite ha dato vita nel 1648 alla moderna Olanda. Rossiglione e Cherdagne nei Pirenei, Franca Contea e parte delle Fiandre verranno poi perse dalla Spagna a vantaggio della Francia.

Nel Seicento dunque, parallelamente alla nascita di nuove rotte atlantiche costiere che collegano Dunkerque alla Spagna del Nord ed alla vecchia linea che unisce Lisbona ad Anversa, si va profilando una nuova ridotta localizzazione del potere spagnolo, limitata all'area mediterranea, a sua volta in decadenza per la presenza turca. Il legame che la dinastia asburgica di Spagna garantiva con le terre dell'impero viene decisamente meno. Nel 1700 vedremo che la dinastia asburgica di Spagna si interromperà.

Le potenze mercantili che si affacciano prepotentemente sulla scena politica europea sono ormai l'Inghilterra, l'Olanda e la Francia, padrone delle rotte transoceaniche ed aperte ad un nuovo colonialismo anche nel continente asiatico. DA QUI




La Corsica era ancora sotto il controllo di Genova. La conquista francese della Corsica ebbe luogo tra il 1768 e il 1769 quando la Repubblica Corsa fu occupata dalle forze francesi sotto il comando di Noël Jourda, Conte di Vaux. Al Trattato di Versailles del 1768, poco prima dunque della Rivoluzione francese, la Francia ricevette come pegno dalla Repubblica di Genova, il diritto di occupare la Corsica. Per tale motivo Napoleone Bonaparte, di origine corsa, viene considerato francese




IL RE SOLE,  VIDEO 3,15'

Monarchia assoluta e monarchia costituzionale

FRANCIA E INGHILTERRA NEL SEICENTO

LA SECONDA RIVOLUZIONE INGLESE



IL BILL OF RIGHTS


UN CONFRONTO CON LA COSTITUZIONE ITALIANA

PETITION OF RIGHT (1628)
Il Parlamento, ancora sottomesso all’autorità della Corona, 
supplica umilmente la Eccellentissima Maestà del Re di rispettare tutte le forme indicate dalla Magna Charta Libertatum e le altre leggi del reame e di dichiarare graziosamente che, per la sicurezza del popolo e la prosperità del reame, i suoi ufficiali lo servano conformemente alle leggi del regno.
Il Parlamento non riesce ancora ad imporsi come forza politica ferma e decisa accanto al sovrano


BILL OF RIGHTS (1689)

Il Parlamento, questa volta, non “prega umilmente” che vengano accolte 
le sue richieste, ma domanda con insistenza che tutti i punti elencati  vengano osservati, e chiede che Guglielmo e Maria, principe e principessa d’Orange, siano dichiarati Re e Regina d’Inghilterra e dei domini ad essa appartenenti. Esclude inoltre la possibilità che un principe papista, o qualsiasi persona  in comunione con la Chiesa di Roma, salga sul trono d’Inghilterra
Si  afferma una monarchia di tipo costituzionale
in cui il potere del Re viene controllato dalla volontà del Parlamento.


1689: L'INGHILTERRA E' ORMAI UNA MONARCHIA COSTITUZIONALE
IL BILL OF RIGHTS DIVIENE INFATTI LA LEGGE FONDAMENTALE DEL REGNO
SI CONFIGURA COME STATO LIBERALE, FONDATO SUL DIRITTO

1707:INGHILTERRA, GALLES E SCOZIA SI UNISCONO PER FORMARE 
LA GRAN BRETAGNA

1800: NASCE IL REGNO UNITO CON L'ANNESSIONE DELL'IRLANDA

1947L'IRLANDA (EIRE) DIVIENE UNA REPUBBLICA INDIPENDENTE. 

NEL REGNO UNITO RIMANE COMUNQUE L'IRLANDA DEL NORD.

LA FRANCIA RIMANE INVECE UNO STATO ASSOLUTO, FONDATO SULLA ESCLUSIVA AUTORITA' DEL MONARCA






domenica 20 settembre 2020

150 ANNI FA: 20 settembre 1870, Roma per tutti sarà capitale d'Italia





Il 20 settembre 1870, ha inizio l’ultimo atto dell’epopea risorgimentale: dopo una breve battaglia i bersaglieri del generale Raffaele Cadorna (padre di Luigi, il comandante dell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale fino al disastro di Caporetto), entrano a Roma.
La questione romana si trascinava da tempo. Cavour, ad esempio, l’aveva posta nel suo discorso in parlamento il 17 marzo 1861, data della proclamazione del Regno d’Italia.
Tuttavia i tempi non erano maturi affinché la Città eterna divenisse la capitale italiana. Non era ancora avvenuto perché lo Stato pontificio era protetto da due delle grandi potenze cattoliche europee: l’Austria e soprattutto la Francia di Napoleone III.


Trascorrono gli anni, si succedono i primi ministri del giovane Regno (Cavour muore nello stesso 1861, il 6 giugno), si cerca d’intavolare qualche trattativa con papa Pio IX e con Napoleone III, senza tuttavia raggiungere alcun risultato.
Poi nel luglio del 1870 lo scenario europeo muta completamente, poiché deflagra il conflitto tra Francia e Prussia.
La battaglia decisiva è quella di Sedan, il 1° settembre, quando i prussiani annientano i francesi. La conseguenza indiretta di questa battaglia è che il Papa non è più protetto dalle truppe di Napoleone III. La strada per Roma è libera e, come abbiamo accennato in apertura, il 20 settembre del 1870 la città è di fatto annessa al regno d’Italia.

da Ponza racconta


Roma è proclamata capitale italiana meno di un anno dopo, il 3 febbraio 1871 

LA FINE DEL POTERE TEMPORALE DEL PAPA: ROMA SI PREPARA A DIVENTARE CAPITALE DEL REGNO D'ITALIA

LA BRECCIA DI PORTA PIA A ROMA,
 APERTA DAI BERSAGLIERI IL 20 SETTEMBRE 1870



IL SERVIZIO RAI AI 150 ANNI DELL'EVENTO



NEL CINEMA

Il primo film a soggetto del cinema italiano degli esordi è La presa di Roma (1905), di Filoteo Alberini, che rievoca l’entrata dei Bersaglieri nella futura capitale del Regno d’Italia, il 20 settembre 1870.

Il film di Alberini è un archetipo per i tanti film sul Risorgimento girati negli anni del muto; purtroppo molti di essi sono andati perduti, tuttavia dalle testimonianze contenute negli scritti di chi quei film ha visto, si evince una caratteristica comune, quella della sovraesposizione dell’immagine di Garibaldi  trasformata in icona sacra.