mercoledì 9 ottobre 2019

sulla BREXIT







                                                                    le premesse della Brexit:





Matteo La Rosa, classer 4 A
presenta:











sabato 5 ottobre 2019

dalle carte costituzionali inglesi



analisi della Magna Charta, Petition of Right, Bill of rights

da parte della classe 4 A










Ines Rapisarda      Marina Cozzubbo
Alessandro Rollo  Maria Rita Puccio
Dennis Impieri      Sveva Scandurra

     



venerdì 6 settembre 2019

Emigration



La professoressa Antonella Caraci ha realizzato con i suoi studenti questo breve ma efficace video per ricostruire le tappe e le destinazioni principali del processo migratorio dall'Italia e dalla Sicilia, sia in uscita che in entrata.

Il video propone una articolata narrazione in lingua tedesca, con alcuni documenti appartenenti al Museo Etneo delle Migrazioni di Giarre

Bravi ragazzi!



giovedì 20 giugno 2019

io sono un berlinese


[... ] La libertà è indivisibile e quando un solo uomo uomo è reso schiavo, nessuno è libero. Quando tutti saranno liberi, allora immaginiamo, possiamo vedere quel giorno quando questa città come una sola e questo paese, come il grande continente europeo, sarà in un mondo in pace e pieno di speranza. Quando quel giorno finalmente arriverà, e arriverà, la gente di Berlino Ovest sarà orgogliosa del fatto di essere stata al fronte per quasi due decadi.
Ogni uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. 
E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire “Ich bin ein Berliner”.
John Fitzgerald Kennedy
Berlino, 26 giugno 1963


domenica 9 giugno 2019

sabato 25 maggio 2019

Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione, 2018-2019


Pubblichiamo il video realizzato con le attività degli studenti di 5 G e 5 I per partecipare al Concorso nazionale 
"Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione 2018-2019"

La nostra scuola è stata ammessa alla selezione finale, dopo aver superato la fase regionale del concorso

riprese e montaggio: Marika Vasta

colonna sonora con musiche originali di Matteo La Rosa


Il video UNA CITTA’ PER LA COSTITUZIONE, inserito nel progetto La Costituzione italiana nell’area ionico-etnea, vuole  presentare il percorso che ha condotto gli studenti di alcune classi quinte del Liceo “Leonardo” nella direzione di una conoscenza consapevole e partecipata della Costituzione della Repubblica italiana. Nel corso delle attività è stata rivolta particolare attenzione all’art. 9 e ad una sua applicazione concreta nel territorio di appartenenza, attraverso azioni condivise. Scopo del progetto è stato:
  •         fare acquisire le conoscenze necessarie per maturare una  cittadinanza consapevole in grado di condurre con azioni positive e responsabili verso la comunità 
  •         promuovere ed organizzare, insieme ad altri cittadini e cittadine, azioni rivolte alla costruzione di una società democratica, giusta e solidale, fondata sul dialogo, il rispetto e la partecipazione.


L’impegno è stato orientato nella tutela del patrimonio storico ed artistico (art.9 della C.I.), con particolare valorizzazione del Museo Etneo delle Migrazioni, sito nel settecentesco Convento degli Agostiniani scalzi, oggi sede di uffici comunali, custode della storia del flusso migratorio nell’area ionico-etnea dall’Ottocento ad oggi. Il percorso didattico ed educativo pianificato ha visto il coinvolgimento trasversale di diverse discipline ed ha comportato un laboratorio storico-letterario con ricerca e analisi di documenti istituzionali e privati, incontri con esperti e visite nel territorio. 

In accordo con il Comune di Giarre e il Fondo Ambiente Italiano,  gli studenti hanno infine illustrato ai visitatori l’esito della ricerca condotta e valorizzato il patrimonio storico-artistico del sito ospitante, restituendo così al territorio la sua storia con un dialogo intergenerazionale, per una più consapevole comprensione anche  delle più recenti dinamiche migratorie, sia in entrata che in uscita, dalla Sicilia orientale.

sabato 18 maggio 2019

la questione israelo-palestinese in breve



Questo breve video d'animazione riassume i motivi e le fasi dello scontro tra palestinesi ed ebrei dalla nascita di Israele nel 1948 ad oggi

giovedì 16 maggio 2019

venerdì 10 maggio 2019

scrivere ancora e sempre la parola pace




 L'uomo vive liberamente quando è pronto a morire, se necessario, per mano di suo fratello, ma mai ad ucciderlo. Qualsiasi assassinio o qualsiasi lesione, inflitta ad un altro, non importa per quale ragione, è un crimine contro l'umanità

Mi oppongo alla violenza perché, quando sembra produrre il bene, è un bene temporaneo; mentre il male che fa è permanente.
Mahatma Gandhi

La vita di Gandhi (1869-1948)  è stata sì costellata di lotte politiche, ma mai una goccia di sangue fu versata dal Mahatma. Simbolo di pace e di non violenzaGandhi portò avanti le sue battaglie basandosi sul principio morale ahimsa, che in sanscrito significa “non nuocere”, e sul principio etico-politico satyagraha (“forza della verità”). Per tutta la sua vita infatti promosse azioni di disobbedienza civile e di protesta non violenta come il boicottaggio, la non collaborazione, il digiuno, le marce, ecc., rifiutando qualsiasi azione che potesse fare fisicamente del male agli altri.
A causa delle sue azioni di protesta, trascorse un totale di ben 2.338 giorni di carcere, senza però aver mai commesso un solo atto di violenza.



«I have a dream» («Io ho un sogno») è il titolo del discorso tenuto dall'attivista e leader  leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani Martin Luther King Jr. (1929-1968) il 28 agosto 1963, davanti al Lincoln Memorial di Washington, al termine di una marcia di protesta per i diritti civili nota come la marcia su Washington per il lavoro e la libertà. In esso esprimeva la speranza che un giorno la popolazione di colore avrebbe goduto degli stessi diritti dei bianchi.
Questo discorso, durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy, è sicuramente uno dei più famosi del ventesimo secolo ed è diventato simbolo della lotta contro il razzismo negli Stati Uniti.


[...]Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste...
Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima...
Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli....
Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente [...]
E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza[...]


                                                                   Martin Luther King, “I have a dream”, 1963



per un'Europa di pace

[...] E quando, superando l'orizzonte del vecchio continente, si abbracci in una visione di insieme tutti i popoli che costituiscono l'umanità, bisogna pur riconoscere che la federazione europea è l'unica garanzia concepibile che i rapporti con i popoli asiatici e americani possano svolgersi su una base di pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l'unità politica dell'intero globo(...) Con la propaganda e con l'azione, cercando di stabilire in tutti i modi accordi e legami tra i movimenti simili che nei vari paesi si vanno certamente formando, occorre fin d'ora gettare le fondamenta di un movimento che sappia mobilitare tutte le forze per far sorgere il nuovo organismo, che sarà la creazione più grandiosa e più innovatrice sorta da secoli in Europa; per costituire un largo stato federale, il quale disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali, spazzi decisamente le autarchie economiche, spina dorsale dei regimi totalitari, abbia gli organi e i mezzi sufficienti per fare eseguire nei singoli stati federali le sue deliberazioni, dirette a mantenere un ordine comune, pur lasciando agli Stati stessi l'autonomia che consente una plastica articolazione e lo sviluppo della vita politica secondo le peculiari caratteristiche dei vari popoli. Se ci sarà nei principali paesi europei un numero sufficiente di uomini che comprenderanno ciò, la vittoria sarà in breve nelle loro mani, perché la situazione e gli animi saranno favorevoli alla loro opera e di fronte avranno partiti e tendenze già tutti squalificati dalla disastrosa esperienza dell'ultimo ventennio. Poiché sarà l'ora di opere nuove, sarà anche l'ora di uomini nuovi, del movimento per l'Europa libera e unita!

                                                                                                                 dal Manifesto di Ventotene , agosto 1941





                                                   video sui Trattati di Roma, 25 marzo 1957






[...] Per il prossimo decennio vogliamo un'Unione sicura, prospera, competitiva, sostenibile e socialmente responsabile, che abbia la volontà e la capacità di svolgere un ruolo chiave nel mondo e di plasmare la globalizzazione. Vogliamo un'Unione in cui i cittadini abbiano nuove opportunità di sviluppo culturale e sociale e di crescita economica. Vogliamo un'Unione che resti aperta a quei paesi europei che rispettano i nostri valori e si impegnano a promuoverli.
In questi tempi di cambiamenti, e consapevoli delle preoccupazioni dei nostri cittadini, sosteniamo il programma di Roma e ci impegniamo ad adoperarci per realizzare:
Un'Europa sicura: un'Unione in cui tutti i cittadini si sentano sicuri e possano spostarsi liberamente, in cui le frontiere esterne siano protette, con una politica migratoria efficace, responsabile e sostenibile, nel rispetto delle norme internazionali; un'Europa determinata a combattere il terrorismo e la criminalità organizzata.
Un'Europa prospera e sostenibile: un'Unione che generi crescita e occupazione; un'Unione in cui un mercato unico forte, connesso e in espansione, che faccia proprie le evoluzioni tecnologiche, e una moneta unica stabile e ancora più forte creino opportunità di crescita, coesione, competitività, innovazione e scambio, in particolare per le piccole e medie imprese; un'Unione che promuova una crescita sostenuta e sostenibile attraverso gli investimenti e le riforme strutturali e che si adoperi per il completamento dell'Unione economica e monetaria; un'Unione in cui le economie convergano; un'Unione in cui l'energia sia sicura e conveniente e l'ambiente pulito e protetto.
Un'Europa sociale: un'Unione che, sulla base di una crescita sostenibile, favorisca il progresso economico e sociale, nonché la coesione e la convergenza, difendendo nel contempo l'integrità del mercato interno; un'Unione che tenga conto della diversità dei sistemi nazionali e del ruolo fondamentale delle parti sociali; un'Unione che promuova la parità tra donne e uomini e diritti e pari opportunità per tutti; un'Unione che lotti contro la disoccupazione, la discriminazione, l'esclusione sociale e la povertà; un'Unione in cui i giovani ricevano l'istruzione e la formazione migliori e possano studiare e trovare un lavoro in tutto il continente; un'Unione che preservi il nostro patrimonio culturale e promuova la diversità culturale.
Un'Europa più forte sulla scena mondiale: un'Unione che sviluppi ulteriormente i partenariati esistenti e al tempo stesso ne crei di nuovi e promuova la stabilità e la prosperità nel suo immediato vicinato a est e a sud, ma anche in Medio Oriente e in tutta l'Africa e nel mondo; un'Unione pronta ad assumersi maggiori responsabilità e a contribuire alla creazione di un'industria della difesa più competitiva e integrata; un'Unione impegnata a rafforzare la propria sicurezza e difesa comuni, anche in cooperazione e complementarità con l'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, tenendo conto degli impegni giuridici e delle situazioni nazionali; un'Unione attiva in seno alle Nazioni Unite che difenda un sistema multilaterale disciplinato da regole, che sia orgogliosa dei propri valori e protettiva nei confronti dei propri cittadini, che promuova un commercio libero ed equo e una politica climatica globale positiva.
dalla Dichiarazione di Roma (25 aprile 2017)

venerdì 26 aprile 2019

scegli il tuo futuro, in Europa



 



“Ognuno di noi può lasciare un segno, ma insieme possiamo fare la differenza. 
Scegli l’Europa in cui vuoi che io cresca”. 

Il cortometraggio lanciato dal Parlamento europeo vuole promuovere la partecipazione alle prossime elezioni europee del 23-26 maggio decisive per le generazioni future che dovranno convivere con le conseguenze di questo voto.
(Video: Youtube/European Parliament)


come si vota per il Parlamento europeo
2,18'





la nostra pagina sulla CITTADINANZA EUROPEA


con mappe, storia, video, immagini 
sull'UNIONE EUROPEA

lunedì 15 aprile 2019

il terrorismo internazionale causa della prima guerra mondiale



Il prof. Alessandro Barbero presenta:

 La prima guerra mondiale: l’Italia entra in guerra, come, quando, perché


Alessandro Barbero è docente di Storia medievale presso l'Università degli studi del Piemonte orientale a Vercelli. 
Studioso e divulgatore di storia medievale e moderna, è anche esperto di storia militare e storia del Novecento.

sabato 23 marzo 2019

oggi e domani visite GIORNATE DI PRIMAVERA FAI





23 e 24 MARZO 2019

visita


con i nostri Apprendisti Ciceroni


con READING LETTERARIO SULLE MIGRAZIONI

a cura di docenti e studenti del Liceo



lunedì 18 marzo 2019

l'aiuto inglese a Garibaldi




 la lettura storica di Eugenio Di Rienzo

la tensione tra Gran Bretagna e Regno delle due Sicilie

conduce ad un cambio di posizione nella politica internazionale




"Le ragioni dell’atteggiamen­to britannico furono in parte culturali, in parte strettamente politiche. I liberali inglesi era­no favorevoli ai moti nazionali europei. Il loro leader, William Gladstone, scrisse un feroce pamphlet contro il Regno delle due Sicilie. Londra accolse ge­nerosamente Mazzini e contri­buì a fare di lui un grande per­sonaggio europeo. Il viaggio di Garibaldi a Londra fu un suc­cesso e suggerì alle aziende di ceramica dello Staffordshire la costruzione di statuette vario­pinte del generale che hanno decorato da allora i caminetti delle case del Regno Unito. 


Le ragioni politiche furono altrettanto importanti. Se la Francia desiderava togliere al­l’Austria il controllo dell’Italia settentrionale, la Gran Breta­gna voleva avere nel Mediterra­neo uno Stato amico che avreb­be ridotto l’influenza francese nella regione. La nuova Italia, dal canto suo, vide nella politi­ca inglese una garanzia per la propria sicurezza. La flotta bri­tannica avrebbe assicurato gli equilibri mediterranei, difeso le coste della penisola contro i suoi possibili nemici, facilitato la politica coloniale italiana nel Corno d’Africa. Per molti anni Gran Bretagna e Italia furono le­gate da un tacito patto d’amici­zia che fu più saldo di un vero e proprio trattato e che la Gran­de guerra contribuì a consolida­re. 

L’avvento di Mussolini non cambiò la situazione. Quando si lanciò nell’avventurosa ope­razione di Corfù contro la Gre­cia nel 1923 e la Gran Bretagna lo richiamò all’ordine, il nuovo presidente del Consiglio fece un passo indietro. La rottura co­minciò nel 1935 quando la poli­tica mediterranea e coloniale di Mussolini si scontrò con gli interessi e gli obiettivi della po­litica britannica. Ma questa è un’altra storia"

Sergio Romano, Corriere della Sera, 2009

giovedì 14 marzo 2019

mercoledì 27 febbraio 2019

la nuova legge su protezione internazionale, immigrazione e sicurezza


dal Sito del Ministero dell'Interno, 18 febbraio 2019


"Entra in vigore oggi  il decreto legge su Sicurezza e Immigrazione (dl 4 ottobre 2018, n.113, “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonchè misure per la funzionalità del ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”).
Il provvedimento, pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale (Serie generale, n.231/2018), introduce una serie di novità in materia di immigrazione e protezione internazionale, di sicurezza pubblica e di prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa.
In particolare, il decreto prevede misure per contrastare più efficacemente l’immigrazione illegale, garantendo l’effettività dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione; inoltre, il decreto disciplina i casi speciali di permesso di soggiorno temporaneo per esigenze di carattere umanitario[...]"



Molti di noi, ancora perplessi, nel migliore dei casi,  sulle politiche adottate dal Governo in materia di immigrazione e accoglienza richiedenti asilo, possono adesso leggere per esteso il

Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 1 dicembre 2018, n. 132 (in G.U. 03/12/2018, n. 281)

Da cui proviene la nuova legge "in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica"

Nel sito del Ministero dell' Interno viene proposta una sezione comprendente le FAQ, sezione importante da leggere per comprendere lo spirito e gli obiettivi dell'attuale governo in carica


Il sito governativo pubblica inoltre, mosso dallo scopo di rassicurare tutti sul fatto che gli sbarchi sono in netta diminuzione (sarebbe dunque aumentata la nostra sicurezza....),
un "cruscotto di dati ufficiali"


DAL 2017 AL 2019

Diversamente dall’allarmismo che percuote il senso comune – complice una Politica che, in perenne campagna elettorale, usa queste povere vittime come capo espiatorio e come “pedine nelle mani dei potenti”- calano i numeri di migranti che approdano nei porti Italiani. Occorre, infatti, saper scindere tra i fatti veri e comprovati dai numeri e ciò che gli altri ci vogliono far pensare.
Dai dati del Viminale si registrano quasi 20mila arrivi di migranti, la maggior parte dei quali tunisi ed eritrei, nel 2018, ben l’80% in meno rispetto al 2017. Nello stesso periodo dell’anno precedente, infatti, erano giunte via mare ben 98.316 persone. Dei quasi 20mila sbarcati, 12.322 sono partiti dalla Libia, con una flessione dell’87% rispetto al periodo 1 gennaio-20 agosto 2017. Nel mese di agosto si contano finora 1.215 persone sbarcate. 
Sono i porti siciliani quelli che hanno fatto registrare il maggior numero di sbarchi: da Pozzallo (3.554) a Catania (2.961), da Augusta (2.478) a Messina (2.394), da Lampedusa (1.797) a Trapani (1.633). Ma ci sono stati anche arrivi in Calabria (un migliaio tra Reggio Calabria e Crotone), in Sardegna (162 a Cagliari) ed in Puglia (174 a Brindisi). Tra le nazioni di provenienza degli immigrati in testa ci sono i tunisini (3.718), seguiti da eritrei (2.897), sudanesi (1.595), nigeriani (1.248), pakistani (1.237), iracheni (1.150) e ivoriani (1.047). I minori non accompagnati giunti quest’anno in Italia sono 3.051, dato in forte calo rispetto allo scorso anno, quando erano stati 15.579 da gennaio a dicembre. (fonte strettoweb)


ALTRI DETTAGLI E RIFERIMENTI NORMATIVI SULLA MATERIA POSSONO ESSERE TROVATI NEL SITO SPECIFICO





Ogni confronto sulla questione credo che oggi debba partire proprio da questi documenti, sottolineando sempre che

note e precisazioni da Pearson.it

2) I NUMERI DEGLI SBARCHI
www.today

inoltre

PER UNA VALUTAZIONE STORICA DEL PROCESSO MIGRATORIO TRA CINQUECENTO E SEICENTO 

RIPROPONIAMO UN INTERESSANTE ARTICOLO DI ADRIANO PROSPERI:


giusto per non dimenticare l'importanza della conoscenza storica 
nelle scelte politiche, economiche e sociali

di Rosa Sciuto e Davide Arcidiacono




lunedì 18 febbraio 2019

Umanesimo e Rinascimento



 «… l’uomo, sopraffatto per secoli dall’ansia di un mondo ultraterreno, che incombe su di lui, assorbito nella comunità cittadina, scopre i valori umani, la gioia, la bellezza, la libertà, che riconosce nelle espressioni della grande civiltà del passato: la quale perciò appunto diventa il segno delle sue aspirazioni e la nuova vita della sua vita».

Federigo Enriques




Acquista cosa nella tua gioventù che ristori il danno della tua vecchiezza
E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza, 
adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento

Leonardo da Vinci


homo faber fortunae suae
L’ideale di uomo che viene elaborato nel primo Umanesimo fiorentino, detto umanesimo civile, è quello di un uomo fatto di corpo e anima.
Questo ideale non è anti-religioso, anzi il più delle volte gli umanisti hanno una visione cristiana della vita, ma essi rifiutano le componenti ascetiche, il disprezzo della vita terrena, il dominio del giudizio divino sull’uomo del cristianesimo medievale.
L’uomo “artefice della propria fortuna” è un uomo impegnato a soddisfare i suoi bisogni materiali senza sensi di colpa, a ricercare la felicità terrena, a conoscere il mondo in modo razionale, libero da pregiudizi, impegnato nella vita pubblica del suo tempo, utile agli altri uomini.



di Gaetano Grasso, 3 A