sabato 31 ottobre 2015

Federico II, stupor mundi


La sua figura rimane una delle più importanti della storia, e a lui si deve il merito di aver riunito le culture di tre civiltà: normanna, araba e greco-latina. 

Nipote di Federico Barbarossa ebbe nel Regno di Sicilia il fulcro dei suoi interessi artistici e culturali. Amò la Puglia ricca di monumenti, campi fertili, boschi, che arricchì con numerose dimore imperiali e castelli. 

Fondò l'Università di Napoli e la famosa scuola poetica siciliana d'ispirazione provenzale, rendendo Palermo la culla intellettuale d'Italia. 

Attorniato da una corte di scienziati, letterati, poeti d'ogni nazionalità, Federico II era anche solito offrire fastosi banchetti ricchi di odori, colori, suoni e sapori diversi che manifestavano la sua apertura ad ogni nuova esperienza

Nel campo politico la sua esperienza conclude in certo senso l'impero medievale, alla cui tradizione universalistica egli vincolò in qualche modo la sua geniale opera di organizzatore del Regno, che per tanti aspetti ha presentimenti addirittura moderni.


Parlare di Federico II non è certo facile, tanto complessa e poliedrica, a tratti sfuggente nonchè controversa, si presenta la sua figura

Ecco come alcuni studenti delle terze hanno cercato di mettere in ordine le conoscenze e le testimonianze su questo straordinario sovrano

1194: la nascita di Federico nella piazza di Jesi



di Erika Casabella, classe 3 C


FEDERICO II PRESENTATO DA:

Maria Giovanna Mazza, 3 H

Alessandra Mongiovì, 3 C

Francesco Panebianco, 3 H

Stefano Cutuli, 3 H

Federico Di Mauro, 3 H

Simone Zumbo, 3 H

GianMarco Pettinato, 3 H

Andreaa Cluci, 3 C

Giulio Grimaldi, 3 H

Francesca Ricciardello, 3 H



costruiamo una mappa su Federico II




Federico e l'aquila in una miniatura del 1266

sesta crociata 1228-1230: Federico a Gerusalemme si accorda con il re


tra realtà e leggenda, la morte di Federico

Trovandosi un giorno di novembre del 1250 nella Capitanata, durante una battuta di caccia venne colto da un fortissimo attacco di dissenteria (lo stesso male che aveva colpito a morte il giovane padre Enrico), talmente violento da che impedire alle sue guardie di ricondurlo al Palazzo Imperiale di Foggia, troppo distante, ripiegando sulla più vicina Florentinum, oggi Castel Fiorentino.

Poche settimane dopo, le sue condizioni peggiorarono, e dopo aver chiesto di indossare la tonaca dei cistercensi del terzo ordine, di cui faceva parte, chiese di essere riaccolto nel seno della Chiesa: lui che, nella sua vita, era stato scomunicato ben due volte.

Confessatosi, ricevuta l’estrema unzione, spirò. 

Era il 13 dicembre 1250. Il cronista fiorentino Giovanni Villani (1276-1348) nella sua Nuova Cronica (1308-1348) sostituisce la malattia, come causa di morte di Federico, con l’omicidio: sarebbe stato soffocato nel sonno dal figlio Manfredi (1232-1266), accecato dalla fame di potere.

La leggenda di Manfredi patricida ebbe molto seguito durante il Medioevo (testimoniata anche da una raffigurazione miniata dell’epoca), seppur non storicamente provata. Rimane però certo il luogo della morte del sovrano

Manfredi soffoca il padre, miniatura


Secondo le usanze che al tempo venivano riservate ai principi, la salma fu accuratamente imbalsamata, tanto più che avrebbe dovuto affrontare un viaggio lungo e disagevole. Essa fu accompagnata da un folto gruppo di Saraceni, scalzi e piangenti, fino al porto di Taranto per essere imbarcata e giungere a Messina il 13 gennaio 1251. La solenne chiusura nell’urna di porfido rosso (pietra marmorea molto pregiata e destinata alle tombe regali) avvenne il 25 febbraio successivo.

La sua tomba oggi si trova nella Cattedrale di Palermo

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