venerdì 1 gennaio 2016

la storia costituzionale inglese


L’Inghilterra è sempre stata una monarchia speciale, nel panorama dei Regni d’Europa, e lo è ancora oggi quando in Europa le Repubbliche sono la maggioranza degli Stati. 
L’Inghilterra, o meglio, il Regno Unito, quella sorta di federazione monarchica che unisce Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord sotto la corona di Elisabetta II Windsor, è una “monarchia costituzionale” senza una vera e propria Costituzione scritta. 
Ci sono delle leggi e delle consuetudini rispettate e formidabili che lasciano alla Regina il ruolo importantissimo di rappresentare l’unità della nazione, la fanno “regnare ma non governare”, come si dice. Il governo, seppur nominato dalla Regina, deve avere la fiducia del Parlamento, eletto oggi a suffragio universale. Insomma, il baricentro del potere sta nella elettiva Camera dei Comuni che, assieme alla Camera dei Lord di nomina regia, forma il Parlamento del Regno Unito. 

La mancanza di una Costituzione scritta, che, come in Italia per esempio, detta le regole del funzionamento dei massimi poteri dello Stato, è frutto di una storia di lunga durata che ha creato con il tempo una tradizione fortissima che funge da Costituzione “materiale” (analisi storica, continua su  Treccani)

Eccone in breve il percorso storico, ricostruito dagli studenti delle quarte classi:

Debora e Veronica presentano

LA PRIMA RIVOLUZIONE INGLESE

Giovanni e Lilian presentano


Michela e Roberta presentano

L'ETA' DI ELISABETTA I


Francesco e Mario presentano

LA SECONDA RIVOLUZIONE INGLESE

Vivina e Stefano presentano



Roberta e Rosita presentano

mercoledì 25 novembre 2015

sul bicentenario del Comune di Giarre


  

LUNEDì 23 Novembre, nell'aula consiliare del 
Municipio di Giarre,
si è tenuta una cerimonia istituzionale 
in memoria di quattro 
personalità illustri native della città jonica 
e di riferimento per 
il panorama culturale nazionale:
il poeta e patriota Giuseppe 
Macherione (1840-1861),
il filosofo Michele Federico 
Sciacca (1908-1975),
il giornalista Alfio Russo (1902-1976),
lo storico e politico Rosario 
Romeo (1924-1987). 

Alla fine della cerimonia, 
gli studenti dei quattro istituti scolastici presenti 
hanno
deposto una corona di alloro nelle abitazioni 
degli illustri giarresi ricordati.

La  rappresentanza del Liceo Leonardo 
si è recata presso la casa natale dello storico

Rosario Romeo

martedì 3 novembre 2015

Il Settecento, età di rivoluzioni





DEMOGRAFICA

AGRICOLA



INDUSTRIALE

caratteri, fasi, conseguenze

di Debora Spataro 4 C


....E COMMERCIALE



La cosiddetta rotta triangolare veniva utilizzata principalmente per la tratta degli schiavi.
Prende il nome dalle tre rotte marine che, prese insieme, formavano un triangolo commerciale molto florido tra il 1500 e il 1800
Seguendo la prima rotta i mercanti europei ( da Portogallo, Spagna, Francia, Olanda, Inghilterra) portavano in Africa manufatti di vario genere
(pentole, padelle, cavalli, alcolici, pistole)
che vendevano in cambio di uomini.

Da qui, Senegal ed Angola soprattutto, le navi cariche di schiavi partivano dirette in America. Il viaggio poteva durare dalle 6 alle 8 settimane a seconda delle condizioni del mare. 

Una volta giunti in America gli schiavi, o almeno quelli che erano sopravvissuti alle terribili condizioni cui erano stati costretti durante la traversata, venivano venduti ai proprietari terrieri per lavorare nelle loro piantagioni

Dall'America le navi ripartivano alla volta dell'Europa cariche di zucchero, caffè, tabacco, cotone per essere immesse direttamente sul mercato o venir lavorate dalle industrie europee.


LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE






per riflettere:

 LA DIVISIONE DEL LAVORO: due opposte visioni

rispondi in un testo di dieci righe:

Quali vantaggi attribuisce Adam Smith alla divisione del lavoro nella catena di montaggio?
Cosa mette in rilievo il lavoratore nel secondo testo?

A quale conclusione possono condurre i due testi messi a confronto?


L'ASCESA DEI ROBOT: UN NUOVO LUDDISMO?


LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
presentiamo il processo

sabato 31 ottobre 2015

Federico II, stupor mundi




La sua figura rimane una delle più importanti della storia, e a lui si deve il merito di aver riunito le culture di tre civiltà: normanna, araba e greco-latina. 

Nipote di Federico Barbarossa ebbe nel Regno di Sicilia il fulcro dei suoi interessi artistici e culturali. Amò la Puglia ricca di monumenti, campi fertili, boschi, che arricchì con numerose dimore imperiali e castelli. 

Fondò l'Università di Napoli e la famosa scuola poetica siciliana d'ispirazione provenzale, rendendo Palermo la culla intellettuale d'Italia. 

Attorniato da una corte di scienziati, letterati, poeti d'ogni nazionalità, Federico II era anche solito offrire fastosi banchetti ricchi di odori, colori, suoni e sapori diversi che manifestavano la sua apertura ad ogni nuova esperienza

Nel campo politico la sua esperienza conclude in certo senso l'impero medievale, alla cui tradizione universalistica egli vincolò in qualche modo la sua geniale opera di organizzatore del Regno, che per tanti aspetti ha presentimenti addirittura moderni.


Parlare di Federico II non è certo facile, tanto complessa e poliedrica, a tratti sfuggente nonchè controversa, si presenta la sua figura

Ecco come alcuni studenti delle terze hanno cercato di mettere in ordine le conoscenze e le testimonianze su questo straordinario sovrano

1194: la nascita di Federico nella piazza di Jesi



di Erika Casabella, classe 3 C


e ancora: 

Maria Giovanna Mazza, 3 H

Alessandra Mongiovì, 3 C

Stefano Cutuli, 3 H

Federico Di Mauro, 3 H

Simone Zumbo, 3 H

GianMarco Pettinato, 3 H

Giulio Grimaldi, 3 H

Francesca Ricciardello, 3 H



costruiamo una mappa su Federico II
VIDEO IN 5'




Federico e l'aquila in una miniatura del 1266

sesta crociata 1228-1230: Federico a Gerusalemme si accorda con il re


tra realtà e leggenda, la morte di Federico

Trovandosi un giorno di novembre del 1250 nella Capitanata, durante una battuta di caccia venne colto da un fortissimo attacco di dissenteria (lo stesso male che aveva colpito a morte il giovane padre Enrico), talmente violento da che impedire alle sue guardie di ricondurlo al Palazzo Imperiale di Foggia, troppo distante, ripiegando sulla più vicina Florentinum, oggi Castel Fiorentino.

Poche settimane dopo, le sue condizioni peggiorarono, e dopo aver chiesto di indossare la tonaca dei cistercensi del terzo ordine, di cui faceva parte, chiese di essere riaccolto nel seno della Chiesa: lui che, nella sua vita, era stato scomunicato ben due volte.

Confessatosi, ricevuta l’estrema unzione, spirò. 

Era il 13 dicembre 1250. Il cronista fiorentino Giovanni Villani (1276-1348) nella sua Nuova Cronica (1308-1348) sostituisce la malattia, come causa di morte di Federico, con l’omicidio: sarebbe stato soffocato nel sonno dal figlio Manfredi (1232-1266), accecato dalla fame di potere.

La leggenda di Manfredi patricida ebbe molto seguito durante il Medioevo (testimoniata anche da una raffigurazione miniata dell’epoca), seppur non storicamente provata. Rimane però certo il luogo della morte del sovrano

Manfredi soffoca il padre, miniatura


Secondo le usanze che al tempo venivano riservate ai principi, la salma fu accuratamente imbalsamata, tanto più che avrebbe dovuto affrontare un viaggio lungo e disagevole. Essa fu accompagnata da un folto gruppo di Saraceni, scalzi e piangenti, fino al porto di Taranto per essere imbarcata e giungere a Messina il 13 gennaio 1251. La solenne chiusura nell’urna di porfido rosso (pietra marmorea molto pregiata e destinata alle tombe regali) avvenne il 25 febbraio successivo.

La sua tomba oggi si trova nella Cattedrale di Palermo

venerdì 30 ottobre 2015

SCHIAVE TRA LE SERRE

Si pensa, erroneamente, che la schiavitù faccia parte di una storia antica e lontana. Invece esiste e cresce sotto i nostri  occhi, qui ed ora. Le donne, ancora una volta,  sono le vittime più colpite.

Nove ore al giorno nelle serre e poi, dal tardo pomeriggio alla sera, in un casolare a soggiacere ai piaceri del padrone e dei suoi amici. Gratis, o quasi, naturalmente. Il suo fidanzato, un bracciante tunisino, ha provato a difenderla, a tirarla fuori da lì, ha chiesto aiuto agli operatori di una associazione onlus di cui ha deciso di fidarsi, ma Valentina non ne ha voluto sentire, terrorizzata di paura. Lui lo hanno massacrato a botte, lei è sparita, portata via in un’altra ‘campagna’, lontano da occhio indiscreti. 
Benvenuti nell’inferno di Macconi, un tringolo di terra tra Acate, Vittoria e Scoglitti, decine di chilometri di plastica, una sconfinata distesa di serre, zona franca, un Far West assoluto che è diventato al tempo stesso terra promessa e prigione delle schiave romene del terzo millennio. …… 

Il miraggio di tante Alina, Cornelia, Mariana sono le 52 giornate di lavoro, naturalmente contrattualizzato, che servono loro per ottenere l’indennità di disoccupazione agricola. Poco importa se le giornate di lavoro effettive sono più del doppio, se non vengono pagate più di venti euro al giorno per dieci, dodici ore di lavoro e se pur di avere quel maledetto contratto a condizione falsate devono sopportare di tutto. Anche di essere violentate sotto la minaccia della pistola o di essere costrette ad improvvisarsi ballerine di lap dance e prostitute in una delle discoteche della zona. Il martedì all’ospedale di Vittoria è giorno di aborti. Qui sono quasi tutti obiettori di coscienza e così l’equipe medica arriva dagli ospedali vicini. C’è una domanda altissima da soddisfare. Vittoria (in percentuale rispetto al numero degli abitanti) ha il più alto numero di interruzioni di gravidanza in Italia, più di cento l’anno e di queste il 40% riguardano donne romene. …… 

Moltissime donne che restano incinte vengono messe subito sul primo autobus per la Romania, mandata ad abortire là dove tutto è più facile e con meno regole, visto che praticano interruzioni di gravidanza anche dopo il terzo mese, e poi fatte tornare. …… I bambini, anche loro qui, tra questa immensa teoria di serre dove è impossibile orientarsi, dove non esistono indirizzi, dove se chiami un’ambulanza non riesce ad arrivare, dove polizia e carabinieri non entrano e dove naturalmente non arrivano i servizi pubblici, sono dei ‘fantasmi’ che vivono in assoluto isolamento in balia dei padroni delle campagne in cui lavorano i genitori. Pochissimi sono quelli che vanno a scuola, gli altri aspettano chiusi in questi tuguri che di giorno sembrano deserti, abbandonati da anni, e che solo all’imbrunire si animano con l’accensione di qualche piccola luce o di un braciere su cui cuocere quel poco che c’è da mangiare. ……

 “L’invisibilità di questa gente - ci dice Ausilia Cosentini, coordinatrice di Proxima - è un elemento fondante di questa condizione di schiavitù perché consente alla comunità locale e alle istituzioni di non occuparsene. (…) I numeri la dicono lunga: in dieci anni ci sono state solo due denunce di abusi sessuali. E negli ultimi due anni delle 269 persone che abbiamo contattato con i nostri servizi di emersione solo 23, meno del 10%, hanno accettato di intraprendere un percorso di salvezza”. 

 Mediterranea a cura di Carla Pecis - UDI Catania  

martedì 27 ottobre 2015

le strade dei migranti

Nella carta sono ritratte le principali rotte migratorie verso l’Europa in partenza dalle maggiori aree di instabilità e di conflitto in Africa e Medio Oriente. 

Siria e Iraq si confermano l’epicentro di un fenomeno che origina anche da Afghanistan, Corno d’Africa e Golfo di Guinea, trovando uno snodo fondamentale in Libia.



venerdì 16 ottobre 2015

Bill of rights

L'Inghilterra verso la monarchia costituzionale



Il Bill of Rights è l'atto con cui il parlamento, dopo la Glorious Revolution del 1688, dichiarò decaduto re Giacomo II Stuart e riconobbe la successione al trono di sua figlia Maria e del genero Guglielmo d'Orange e, in caso di mancanza di eredi diretti, di Anna, sorella di Maria, e dei discendenti, purché di religione protestante. 

Inoltre l'atto limitava fortemente le prerogative regie, assegnando al parlamento il controllo delle finanze, escludendo ogni interferenza del re nell'amministrazione della giustizia e garantendo piena libertà di parola ai membri del parlamento. Veniva riaffermato il principio secondo il quale il sovrano, nella sua qualità di capo dell'esecutivo, era sottoposto alle leggi e poteva essere privato dei suoi poteri dallo stesso parlamento qualora avesse rifiutato di sottoporsi a tali leggi. Al sovrano era negata la prerogativa di sospendere l'applicazione delle leggi stesse. Era inoltre tutelata la libertà delle elezioni parlamentari. 

L'atto fu solennemente accettato da Maria e da Guglielmo prima della loro incoronazione. 

Alcuni punti del documento si ritrovano nelle costituzioni di tutti gli stati che compongono la federazione americana.




Esercitazioni:

ricostruire la storia costituzionale inglese dalla Magna Charta libertatum (1215):
elencare le conquiste e i loro contenuti

indicare la differenza tra monarchia costituzionale e monarchia parlamentare

presentare il sistema parlamentare inglese oggi