venerdì 25 novembre 2016

LA NASCITA DEGLI STATI UNITI


Dichiarazione di Indipendenza americana
(4 luglio 1776)


Dichiarazione unanime dei tredici Stati uniti d’America

Quando, nel corso degli eventi umani, diviene necessario per un popolo rescindere i legami politici che lo legavano ad un altro, ed assumere tra le Potenze della Terra la posizione separata ed eguale alla quale le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno titolo, un giusto rispetto delle opinioni dell’Umanità richiede che essi manifestino le cause che li costringono alla separazione.
Noi teniamo per certo che queste verità siano di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono creati eguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di certi Diritti inalienabili, che tra questi vi siano la Vita, la Libertà ed il Perseguimento della Felicità(...)

Pertanto noi, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso Generale, appellandoci al Supremo Giudice del mondo quanto alla rettitudine delle nostre intenzioni, nel Nome e con l’Autorità del buon popolo di queste Colonie facciamo solenne e pubblica dichiarazione Che queste Colonie Unite sono, e di diritto debbono essere, Stati Liberi e Indipendenti; che esse sono svincolate da ogni obbedienza alla Corona inglese, e che tutti i legami politici tra di esse e lo Stato di Gran Bretagna sono e debbono essere totalmente dissolti; e che quali Stati Liberi e Indipendenti esse hanno pieno potere di fare guerra, concludere paci, contrattare alleanze, stabilire commerci e fare tutti gli altri atti e cose che Stati liberi e indipendenti possono di diritto fare. E per il sostegno di questa Dichiarazione, con ferma fiducia nella Protezione della Divina Provvidenza, noi diamo in pegno l’un l’altro le nostre Vite, le nostre Fortune e il nostro Sacro Onore.



1787






venerdì 11 novembre 2016

La Grande Guerre (La grande guerra), Magritte

Ne La Grande Guerre (La grande guerra) un uomo a mezzo busto vestito in giacca e cravatta indossa sul capo una bombetta, ma il volto è coperto da una mela verde. Un oggetto insignificante quale può esserlo un frutto si sostituisce prepotentemente al volto dell’uomo nascondendone i connotati, rendendo la figura totalmente anonima e ostacolando il nostro sguardo che automaticamente va a cercare lo sguardo del ritratto. 

C’è ancora qualcosa in più però: l’uomo stesso nasconde una parte di cielo con la sua figura, ma di questo non ce ne preoccupiamo, perchè è giusto ed è più importante vedere il personaggio raffigurato che il cielo in sottofondo. Neanche il titolo è casuale, ma si riferisce alla prima guerra mondiale, una situazione in cui i soldati diventano solo numeri e la personalità viene totalmente annullata da oggetti non più significanti di una mela.




Magritte, "La grande guerra" o " La grande guerre"( 1964, olio su tela, 65x54 cm, Collezione privata).  



Il pittore ha dato lo stesso titolo ad un altro quadro che presenta una donna in abito bianco, con ombrello, borsetta e un cappello piumato, anche qui il volto è coperto, ma da un mazzo di fiori. "...abbiamo la faccia apparente, la mela, che nasconde ciò che è visibile ma nascosto, il volto della persona. 

E' qualcosa che accade in continuazione...C'è un interesse in ciò che è nascosto e che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere le forme di un sentimento decisamente intenso, una sorta di conflitto, direi, tra il visibile nascosto e il visibile apparente" 
R.Magritte. 



Da questa affermazione del pittore il titolo prende un senso perchè si tratta di una guerra fra le immagini nata dalla rivolta di due oggetti insignificanti che si contendono la condizione di visibilità ai due volti dei due personaggi. Questo titolo però sarà dovuto anche in parte all'evento reale della Grande Guerra, composta da trincee e da uomini spazzati via a causa di oggetti ancora più insignificanti di una mela o di un mazzo di fiori, una guerra che ha annullato la personalità e dove la cancellazione del volto fa da metafora. Infine di quest'opera risalta anche la sovrapposizione perchè va contro le regole del buon senso e alle gerarchie che organizzano un' immagine di questo tipo: infatti i personaggi coperti, a loro volta, coprono una parte di paesaggio.

René François Ghislain Magritte (Lessines, 21 novembre 1898 – Bruxelles, 15 agosto 1967) insieme a Paul Delvaux è considerato il maggiore pittore del surrealismo in Belgio.
Venne definito le saboteur tranquille per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso. Egli non avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il mistero indefinibile. Intenzione del suo lavoro è alludere pertanto  al tutto come mistero.

giovedì 10 novembre 2016

la grande guerra, le mappe


post con mappe di Mario Nicotra, classe 5 B









LA MAPPA DI ROSITA BONACCORSO, 5 I



martedì 8 novembre 2016

Concorso nazionale “Caporetto: oltre la sconfitta”


In occasione della ricorrenza delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale, e in particolare della disfatta di Caporetto del 1917, è indetto dal MIUR-Direzione Generale per gli Ordinamenti e la Valutazione del Sistema Nazionale d’Istruzione, e dal Ministero della Difesa il Concorso nazionale “Caporetto: oltre la sconfitta” rivolto a tutti gli istituti di ogni ordine e grado con lo scopo di promuovere la conoscenza di quella pagina tragica della storia italiana e la riflessione sui suoi possibili significati più generali e attuali. 
Il tema proposto per il Concorso - “1917-2017-Significato, valore, lezione di una sconfitta: quando una Caporetto diventa occasione di rinascita” - vuole essere un’occasione per approfondire, nel centenario della ricorrenza, gli eventi della Prima Guerra Mondiale legati alla battaglia di Caporetto. L’analisi storica dovrà inoltre costituire lo spunto per una riflessione più generale sulla capacità di imparare a vivere anche una sconfitta come una sfida dinanzi alle difficoltà e un’occasione per reagire positivamente. 
In funzione dell’ordine e grado scolastico di appartenenza, la traccia potrà essere sviluppata in chiave personale oppure potrà riguardare le attuali vicende del nostro Paese e dell’Europa e gli aspetti più complessi e problematici del mondo in cui viviamo. 
Gli elaborati (in forma di composizione scritta o figurativa o di prodotto multimediale) dovranno essere inviati entro il 30 marzo 2017 al MIUR-Direzione Generale gli Ordinamenti e la Valutazione del Sistema Nazionale d’Istruzione secondo le modalità indicate nel bando (All.1). L’avvenuta spedizione del plico dovrà essere contestualmente comunicata all’indirizzo email: progettimiurdifesa@istruzione.it, specificando nell’oggetto: “Bando di Concorso: “CAPORETTO: OLTRE LA SCONFITTA”; in allegato alla stessa email di comunicazione dovrà essere trasmessa la scheda di partecipazione. Ogni studente può partecipare con un solo elaborato, salvo che a partecipare sia l’intera classe o più studenti con un lavoro di gruppo. 
Gli elaborati giudicati migliori (tre per ciascun settore scolastico) da un’apposita Commissione di esperti saranno premiati in occasione di una cerimonia organizzata in una sede che sarà successivamente indicata. 
Al fine di garantire all'iniziativa la massima diffusione è stato scelto l'hashtag #caporettooltrelasconfitta per pubblicare nei principali social network notizie, articoli storici, testimonianze, suggerimenti, foto, video e curiosità in relazione al tema del Concorso.

sabato 22 ottobre 2016

60 ANNI fa in Ungheria


Il 23 ottobre 1956 scoppiava la rivoluzione ungherese contro la presenza sovietica. 

Iniziò con una pacifica manifestazione di studenti e si trasformò in breve in una insurrezione contro la dittatura di Mátyás Rákosi. Milioni di ungheresi si unirono alla rivolta che, improvvisamente, il 4 novembre venne violentemente repressa dall'Armata Rossa per terminare una settimana dopo. 

Morirono circa 2.700 ungheresi e 720 soldati sovietici, migliaia i feriti e circa 250mila (il 3% della popolazione) furono gli ungheresi che lasciarono il proprio Paese rifugiandosi in Occidente. 

Nelle immagini dell'Archivio Luce le testimonianze e le reazioni nei giorni a ridosso della rivolta, inizialmente vittoriosa per il popolo magiaro: "L'intera Ungheria si batte per riconquistare la propria dignità di nazione"


(La Settimana Incom, 1 novembre 1956)


Il Novecento: secolo breve o epoca lunga?


venerdì 21 ottobre 2016

28 luglio 1914: è guerra


la notizia dell'attentato



le due alleanze e le tensioni


le nazioni in guerra