domenica 8 dicembre 2013

Non sono numeri




PROGETTO MIGRANTI
studio dell' immigrazione in Sicilia

NON SONO NUMERI

GIOVEDI' 12 DICEMBRE
classi 4 B e 4 L (gruppo al completo)
MERCOLEDI' 18 DICEMBRE
classe 4 H, (si possono ancora accettare adesioni)
VISITA AL CENTRO ASTALLI DI CATANIA
ore 15-19,30

gli studenti interessati possono rivolgersi alla prof.ssa Grazia Messina, referente del progetto

venerdì 29 novembre 2013

i migranti e la scelta di lasciare la propria casa







I Paesi d'origine. 
I migranti irregolari arrivati via mare non provengono dagli stessi Paesi dei migranti regolari: "Nel periodo 2008-2013 le nazionalità maggiormente rappresentate negli sbarchi sono state: quella tunisina (un flusso avvenuto prevalentemente nei primi mesi della rivoluzione del 2011), seguita da quella eritrea, nigeriana, somala, siriana, afgana, ghanese e maliana. A parte alcune rare eccezioni, queste nazionalità non rappresentano né le principali nazionalità dei richiedenti asilo (Afghanistan, Russia, Iraq, Somalia, Serbia, Pakistan, Iran, Kosovo), né quelle dei migranti regolari nei paesi dell'Unione europea (Turchia, Marocco, Albania, Algeria, Ucraina, Cina, Russia, Ecuador)".

Le vere spinte dei flussi.
 
Le traversate nel Mediterraneo hanno radici molto lontane: "Nella stragrande maggioranza dei casi i migranti intercettati o morti nel Mediterraneo provengono dall'Africa sub-sahariana o dall'Asia. Nello specifico, provengono da Paesi sottomessi a regimi repressivi in cui prendere contatto con le ambasciate occidentali (quando presenti) per richiedere asilo politico o visti migratori è estremamente pericoloso. Il Mediterraneo e i suoi morti rilevano perciò fenomeni che hanno radici altrove".

I morti di Lampedusa. 
"La maggioranza delle vittime della recente tragedia di Lampedusa aveva diritto di richiedere asilo nell'Unione europea, da cui deriva l'irrilevanza nel cercare di attribuire loro un qualsivoglia status di "immigrato". Il problema è che queste persone non avevano alcuna possibilità di raggiungere in maniera regolare le coste europee per chiedere protezione internazionale, fatto che spiega il loro ricorso a vie irregolari". 

Come evitare le stragi? 
"Esistono molteplici soluzioni per rispondere all'inaccessibilità di strade legali di domanda d'asilo in Europa. La prima soluzione  -  consigliano i ricercatori  -  consiste nel definire piani di reinsediamento (resettlement) nei Paesi di primo asilo o di transito che i rifugiati potrebbero raggiungere. L'Unione europea si è impegnata timidamente in questa direzione, ma non vi è dubbio che c'è ancora molto da fare a patto che esista la volontà politica. Altre soluzioni sono da ricercare nel rilanciare la formula (ormai abbandonata) delle "procedure di entrata protetta" o dei "visti per l'asilo politico" così come nella possibilità di stabilire dei "programmi di protezione regionale" volti ad aumentare le capacità di asilo dei Paesi terzi". 

sabato 2 novembre 2013

Ecco l'America nelle foto dei migranti italiani



La storia di Little Italy, fatta di volti, bagagli, amori e sacrifici ritratti in foto di grande intensità - tra cui si scorgono anche giovanissimi Antonio Meucci, Joe Di Maggio e altri futuri famosi - si intreccia con la storia personale di Martin Scorsese. Una prefazione fortemente voluta dal curatore Paolo Battaglia (ex direttore degli Archivi Fotografici Panini, ideatore e promotore dell'intero progetto editoriale cui la Library of Congress si è detta disposta a collaborare) per introdurre il volume Trovare l'America, edizioni Anniversary Books, 320 pagine ricche di foto dei migranti italiani approdati nel nuovo continente.

Perchè la nostra storia ci aiuti a capire meglio speranze, dolori e sacrifici di chi oggi arriva in Italia in cerca di una vita migliore



venerdì 18 ottobre 2013

Priebke manipola la storia delle Fosse Ardeatine


E' il 24 marzo 1944.

335 italiani vengono fucilati, a gruppi di cinque-costretti prima ad inginocchiarsi,  a Roma nelle Fosse Ardeatine per ordine del generale Priebke, morto pochi giorni fa, tra i primi a sparare sui prigionieri.





La decisione viene presa dopo l'attentato di Via Rasella contro un presidio nazista nella capitale. Roma occupata resisteva agli occupanti e si difendeva con le azioni dei partigiani. Era la guerra vissuta nella quotidianità della paura e con il forte desiderio-legittimo-di libertà. 

Come risposta alla morte dei 33 soldati tedeschi morti nell'attentato, Priebke ne fa uccidere 335.
Non si è mai pentito del suo gesto. Lo ha persino giustificato come ubbidienza ai comandi superiori.
Ecco la sua ricostruzione dell'evento, la sua "versione manipolata" della storia.
La banalità del male ritorna con queste parole, e invita  ancora una volta a riflettere sulle nostre responsabilità.

ricordate che questo è stato.....

video-intervista

lunedì 7 ottobre 2013

L'alfabeto della tragedia di Lampedusa


Attilio Bolzoni ha presentato ieri su Repubblica un alfabeto della tragedia di Lampedusa.
Dall'A alla Z le parole che più abbiamo sentito o abbiamo pensato in questi giorni.
Nel bene e nel male.

 Ne riportiamo alcune.

A come AFRICA

Vengono tutti da lì. Almeno il 95 per cento di quelli che stavano sul barcone erano somali ed eritrei. Fra questi ultimi moltissimi di etnia Kunama, tribù del bassopiano occidentale al confine con il Sudan.



V come VIVI

Meno dei morti e degli scomparsi in mare


Z come ZAMMAMMERI

Qualcuno sui blog, in questi giorni chiama zammammeri i profughi che arrivano a Lampedusa.
"Liberiamo l'Europa da sti' zammammeri"
Zammammero pare che si possa pressappoco tradurre-non sappiamo in quale lingua- in cafone, zappatore,ignorante.
Complimenti.

Tra queste due voci- l'ultima la dice lunga su quanto sia ancora lontano il rispetto per chi cerca la sopravvivenza anche a costo della vita- ne voglio segnalare un' altra. Importante.

R come RAFFAELE

E' stato il primo a salvare gli uomini e le donne che stavano annegando.Si chiama Raffaele Colapinto, è l'armatore del peschereccio "Angela C."


Grazie Raffaele. Perchè esiste gente vera che prima di tutto sa che bisogna salvare un essere umano in pericolo. E lascia a blaterare in discutibili blog chi non sa salvare neanche la  propria dignità morale.

venerdì 4 ottobre 2013

documentiamoci sulla strage di Lampedusa


La strage di migranti di ieri pone pesanti ed urgenti  interrogativi. 
Non possiamo rimanere senza risposte. 
Abbiamo la necessità di capire perchè è accaduto tutto questo.


  • Perchè tanti morti nel Mediterraneo?
  • Perchè si sceglie di affidarsi a scafisti spregiudicati pur di raggiungere l'Europa?
  • Cosa accade nei paesi da cui fugge tanta gente?
  • Cosa può, cosa deve fare, l'Unione europea?

cadaveri senza identità, una tragedia umanitaria
E'certo che dietro la nuova strage del barcone andato a fuoco nelle acque di Lampedusa, c’è il dramma di migliaia di migranti provenienti all’Africa subsahariana o dal Corno d'Africa. 
Sudan, Somalia ed Eritrea sono i Paesi da cui fugge la gran parte dei migranti in cerca d'asilo politico per i conflitti pluridecennali e l'assoluta assenza di rispetto di ogni diritto umano.

Amnesty International ha presentato in breve nel suo rapporto sul 2013 la situazione dell'Africa Subsahariana lanciando un allarme accorato a governi ed organismi preposti alla salvaguardia dell'umanità




 Si fugge da questi Paesi. Ecco perchè.


LA GUERRA IN SOMALIA

I PAESI DEI MIGRANTI IN ITALIA


Cosa possiamo fare per evitare nuove tragedie?

PARLA IL SINDACO DI LAMPEDUSA

Cosa può fare l'Europa?

da LA REPUBBLICA

da AVVENIRE

da CORRIERE DELLA SERA

giovedì 3 ottobre 2013

morire senza speranza


L'ennesima tragedia umana nel mare della speranza e purtroppo ormai della morte. Circa cinquecento migranti cercano scampo dall'incendio dell'imbarcazione di fortuna, appena fuori l'isola di Lampedusa.
Solo poco più di un centinaio riesce a salvarsi. 

Vergogna, grida accorato papa Francesco, e a ragione.
Vergogniamoci tutti, e smettiamola di girarci dall'altra parte quando c'è di mezzo la vita e la dignità di un essere umano.

Lasciamo da  parte tutti i pettegolezzi e le malignità della peggiore politica e
rivolgiamo con obbligo di risposta un appello alle istituzioni.
Scriviamo la storia partendo da qui, da queste vite, da queste morti.




Voi che vivete sicuri 
nelle vostre tiepide case
voi che trovate tornando a casa 
il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo....
PrimoLevi
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo