mercoledì 26 novembre 2014

uomini contro



Italia/Jugoslavia anno:1970 durata: 101 minuti -Regia: Francesco Rosi
Sceneggiatura: Tonino Guerra, Francesco Rosi e Raffaele La Capria- dal romanzo di Emilio Lussu, Un anno sull'altipiano -Fotografia (Technicolor): Pasqualino De Santis.
Musica: Piero Piccioni ,Montaggio: Ruggero Mastroianni ,Scenografia: Andrea Crisanti ,Costumi: Franco Carretti
CAST :Mark Freccette (tenente Sassu), Alain Cuny (gen. Leone), Gian Maria Volonté (tenente Ottolenghi), Franco Graziosi, Giampiero Albertini, Pier Paolo Capponi, Mario Feliciani, Daria Nicolodi
Produzione:Francesco Rosi, Luciano Perugia per la Prima Cinematografica (Roma)--Jadran Film (Zagabria)


Tratto dal libro di Emilio Lussu "Un anno sull'altipiano",il film rievoca le vicende di un giovane ufficiale italiano durante la Grande Guerra che lentamente giunge ad una posizione di ripudio della guerra e infine a disubbidire. La figura del giovane tratteggiata dal regista sino alla fucilazione finale in gran parte funzionale alla storia, nasce dalla sceneggiatura del film. Siamo quindi sul Fronte italiano, 1916. 

Comandati  dal generale Leone i soldati italiani cercano disperatamente, con grande dispendio di vite umane, di conquistare una fortezza austriaca sul monte Fiore.Di fronte all'assurdità del massacro molti militari disertano, altri si procurano volontariamente delle ferite, altri ancora, come il sottotenente Ottolenghi, incitano la truppa alla disobbedienza o,come il tenente Sassu, rivedono criticamente il proprio iniziale entusiasmo. Quando, al culmine dell'esasperazione, i reparti si ribellano rifiutandosi di andare a morte sicura, Sassu (notare l'assonanza con il nome dello scrittore) è con loro e cerca di impedire la decimazione della truppa,verrà poi processato e giustiziato per ribellione.

Uomini contro” è un film crudo e duro che, nel clima di rivisitazione critica della storia nazionale a ridosso del Sessantotto, denuncia la natura di crudele e inutile massacro del primo conflitto mondiale e la mistificazione di una retorica bellicista che l'ha sempre celebrata come evento glorioso, fondativo della coscienza e dell'unità nazionale. 

Il film, però, nello stesso tempo, travalicando la specificità del singolo accadimento storico apre un discorso sulla guerra in sé e critica la mentalità militarista retorica e ideologica che la giustifica ed esalta (il mito dell'eroismo, la bellezza della guerra, la mistica del sacrificio, ecc…) presente quasi sempre ancora oggi.