sabato 4 giugno 2016

Giuseppe Garibaldi, figura controversa

   post di Giuseppe La Manna
4 H




L'uomo sfumato

Giuseppe Garibaldi, Joseph Pane, Cipriano Alves, uomo dai tanti nomi ma con una vita tale da renderlo uno degli uomini più importanti del diciannovesimo secolo, compì innumerevoli imprese tra il Sud America e l’Italia dove fu fondamentale il suo ruolo negli eventi che portarono alla formazione del regno d’Italia. Nella figura di Garibaldi l’aspetto storico e quello mitico convivono, creando un personaggio dai bordi confusi, sfumati, quasi fosse il protagonista di un romanzo.

Egli fu molto apprezzato anche internazionalmente per il suo carisma, carattere e portamento, che lo rendevano capace di mobilitare le masse, come afferma William Gladstone. Giornali come il New York Daily Tribune e il Deutsche Zeitung, ed anche lo stesso presidente argentino Bartolomeo Mitre elogiarono quest’uomo, acclamato dai londinesi e definito da Philip Gilbert Hamerton “l’eroe del secolo”. Ma Garibaldi non fu solo un eroe, fu un corsaro, un trafficante di schiavi e anche un dittatore in Sicilia, regione di cui aveva una scarsa conoscenza ma che riuscì a conquistare grazie all’aiuto dei “picciotti” siciliani e dei volontari inglesi guidati a supporto dell’intera operazione da George Rodney Mundy. 

Ed è qui che scaturisce la controversia, perché secondo alcuni fu l’inettitudine dei borbonici e l’inaspettata fortuna dei garibaldini a far riuscire l’audace impresa ma bisogna anche considerare che Marsala, città di approdo delle truppe garibaldine, contava di importanti miniere di zolfo legate agli interessi britannici. Gli inglesi, infatti, accompagnarono la Lombardo e la Piemonte con l’Angus e la Intrepid e fornirono fuoco di copertura contro le difese austriache. Emerge dunque un forte interesse da parte di altre nazioni solo per il loro tornaconto (già in passato l’Inghilterra aveva supportato assieme alla Francia la Grecia nella sua Guerra di indipendenza nel ’29), come anche ci dice Eco ne “Il cimitero di Praga” attraverso Simonini, che racconta del forte interesse straniero nella questione Risorgimentale.

 Mito e realtà caratterizzarono tutta la sua vita in Sud America e anche aspetti meno importanti, come la mutilazione dell’orecchio sinistro, sofferta probabilmente per un colpo di arma da fuoco nel suo periodo di militanza nella marina uruguaiana, e le sue relazioni amorose restano avvolte nella nebbia del mito. Luca Goldoni addirittura lo soprannomina l’“Amante dei due Mondi”.


Non potremo mai conoscere il vero Garibaldi, il suo mito è una diretta conseguenza della portata delle sue azioni e della straordinaria copertura “mediatica” delle sue gesta, che lo consacrarono a vero e proprio oggetto di culto, creando un personaggio che si definiva pacifista ma il cui motto era “La guerra es la verdadera vida del hombre!”: un “eroe” che aveva liberato la Sicilia, promettendo la spartizione delle terre, ma che fece aprire le carceri dei paesi e fucilare i brontesi.