sabato 21 febbraio 2015

L' ISIS, lo stato islamico del terrore

 post di Silvia Alfonso, classe 5 H


L’Isis è lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria, spesso abbreviato in Is, ed è un gruppo terroristico di natura jihadista guidato da  Al Baghdadi.



COME NASCE - Fondato da Abu Musab al Zarqawi, il movimento inizia ad operare con una serie di attentati nel 2003, dopo l’invasione americana dell’Iraq. Un anno dopo viene sancita l’affiliazione ad al Qaeda, tanto che il gruppo prende il nome di Aqi, al Qaeda in Iraq. Dopo l’uccisione di al Zarqawi nel 2006 dai bombardamenti americani la leadership passa nelle mani di Abu Omar al Baghdadi e – dopo la sua morte, nel 2010 – da Abu Bakr al Baghdadi. Nel 2013, il gruppo rinasce come Isis, vedendo nella guerra siriana la possibilità di espandersi nel Levante e rifondare il Califfato. Nel febbraio del 2014 si consuma la rottura con Al Qaeda quando al Baghdadi disobbedisce ad al Zawahiri sull’opportunità di lasciare la Siria ad al Nusra. Fu la prima volta che un leader di un gruppo affiliato ad al Qaeda disubbidiva pubblicamente
Lo scopo dell’Isis: è la creazione di un Califfato nei territori conquistati dai militanti dello Stato Islamico in Siria e Iraq: i jihadisti impongono qui la Sharia, ovvero la legge islamica. al Baghdadi ha annunciato la nascita del Califfato, autoproclamandosi Califfo, nel giugno 2014. Le basi sono state fondate nel 2012, quando al Baghdadi sostiene la nascita in Siria di Jabat al Nusra, una falange qaedista che come scopo aveva l’idea di rinnovare la strategia di al Qaeda imparando dagli errori commessi in Iraq. La rete dell’Isis però si è espansa al di fuori dei “confini” dell’autoproclamato “Califfato”: essendo l’organizzazione terroristica più ricca di sempre, grazie anche al pagamento dei riscatti e a un forte finanziamento che deriva dalle casse dello Stato Islamico. L’avanzata dell’Is continua in Iraq e al momento è quasi arrivata a Baghdad. Intanto, sono almeno tremila gli occidentali “reclutati” grazie al web e convinti a unirsi alla guerra.Ma questo è soltanto uno dei loro obiettivi, perchè in realtà vogliono anche combattere i propri nemici: i musulmani e gli sciiti. Alcune delle violenze atroci che abbiamo visto nei telegiornali sono destinate ai civili sciiti: quest'ultimi infatti cercano di fuggire nei territori vicini conquistati dagli jihadisti. Anche i cristiani rimasti in Iraq non sono ben visti dall'ISIS. Una delle conquiste che ha permesso all'ISIS di rafforzarsi è stata quella della città di Mosul.


COME SI FINANZIA: Secondo fonti anonime dell’intelligence degli Stati Uniti, l’Isis guadagnerebbe più di 3 milioni di dollari al giorno. Inizialmente sembra che i proventi derivassero soprattutto da donazioni dei ricchi emirati feudali del Golfo, che tuttavia ultimamente si sarebbero tirati indietro. Sul territorio, lo Stato islamico organizza una sorta di riscossione delle tasse. Inoltre l’Isis lucrerebbe sul traffico di esseri umani, sul contrabbando e addirittura c’è chi parla di traffico d’organi e pornografia. Ma è soprattutto il pertrolio la loro fonte economica privilegiata. L’Isis controllerebbe 11 pozzi petroliferi sui territori di Iraq e Siria e l’oro nero sarebbe venduto attraverso vecchie reti commerciali. In Siria, per un certo periodo, rivendette l’energia elettrica allo Stato dopo aver sequestrato una centrale. Dalla sola area di Mosul, e in particolare dal controllo della più grande diga irachena, l’Isis starebbe ricavando 8 milioni di dollari al mese. A differenza di altri gruppi islamisti che combattono in Siria, l’ISIS non dipende per la sua sopravvivenza da aiuti di paesi stranieri, perché nel territorio che controlla di fatto ha istituito un mini-stato che è grande approssimativamente come il Belgio: ha organizzato una raccolta di soldi che può essere paragonata al pagamento delle tasse e ha cominciato a vendere l’elettricità al governo siriano a cui aveva precedentemente conquistato le centrali elettriche. I soldi raccolti li usa, tra le altre cose, per gli stipendi dei suoi miliziani, che sono meglio pagati dei ribelli siriani moderati o dei militari professionisti, sia iracheni che siriani: questo gli permette di beneficiare di una migliore coesione interna rispetto a qualsiasi suo nemico statale o non-statale che sia.

QUAL E' IL LORO OBIETTIVO: Il loro principale obiettivo è quello di creare uno stato islamico sunnita nelle regioni dell'Iraq e della Siria , ma  in realtà vogliono anche combattere i propri nemici: i musulmani e gli sciiti. Alcune delle violenze atroci che abbiamo visto nei telegiornali sono destinate ai civili sciiti: quest'ultimi infatti cercano di fuggire nei territori vicini conquistati dagli jihadisti. Anche i cristiani rimasti in Iraq non sono ben visti dall'ISIS. Una delle conquiste che ha permesso all'ISIS di rafforzarsi è stata quella della città di Mosul.
Gli ultimi attacchi dell'ISIS si sono rivolti alla Libia.